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Messico, migliaia in piazza per il fotoreporter ucciso e torturato

Trovato morto insieme a quattro donne, sul corpo segni di tortura

ESTERI
Messico, migliaia in piazza per il fotoreporter ucciso e torturato

Mexican photojournalists hold pictures of their murdered colleague Ruben Espinoza during a demostration held at the Angel of Independence square in Mexico City, on August 2, 2015. Espinosa was found shot dead on August 1, 2015, in Mexico City, where he had moved two months ago from Veracruz, after reporting strong threats from the government of the state. Since 2010, 11 journalists have been killed and four others have gone missing in Veracruz. AFP PHOTO/ Yuri CORTEZ

Giornalisti, attivisti per i diritti umani, persone comuni. In migliaia sono scesi ieri per le strade delle maggiori città del Messico per protestare contro l'omicidio di Ruben Espinosa, il fotoreporter trovato morto venerdì in un appartamento di Città del Messico insieme a quattro donne. Tutte le vittime mostravano segni di tortura e sono state freddate con un colpo d’arma da fuoco alla testa. Si tratta dell'ennesima uccisione di un giornalista nel Paese: l'ultima risale a solo un mese fa.

Secondo quanto ha rivelato Articolo 19, gruppo a difesa della libertà di stampa, Espinosa, che lavorava per il giornale investigativo 'Proceso' e per altri media, aveva lasciato Xalapa, la capitale di Veracruz, a giugno dopo aver subìto diverse minacce, rifugiandosi a Città del Messico.

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