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Rapporto Nessuno tocchi Caino: sotto Rouhani aumentano le esecuzioni in Iran

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Rapporto Nessuno tocchi Caino: sotto Rouhani aumentano le esecuzioni in Iran

Altro che "volto moderato del regime dei Mullah", sotto il regime di Hassan Rouhani sono aumentate le esecuzioni capitali. Lo sostiene, in un rapporto sulla pena di morte in Iran messo a punto in occasione della prossima visita in Italia di Rouhani il 25 e 26 gennaio, Nessuno tocchi Caino. L'organizzazione rileva che dall’elezione dell'attuale presidente della Repubblica Islamica, il 14 giugno 2013, il tasso di esecuzioni è nettamente aumentato a partire dall’estate del 2013. Almeno 2.277 prigionieri sono stati giustiziati in Iran dall’inizio della presidenza di Rouhani tra il 1° luglio 2013 e il 15 gennaio 2016.

Nel 2015, si legge, sono state effettuate almeno 980 esecuzioni, un 22,5% in più rispetto alle 800 del 2014 e il 42,6% in più rispetto alle 687 del 2013. È il numero di esecuzioni tra i più alti nella storia recente dell’Iran, che lo classifica come il primo “Paese-boia” del mondo in rapporto al numero di abitanti.

Delle 980 esecuzioni del 2015, 370 esecuzioni (37,7%) sono state riportate da fonti ufficiali iraniane (siti web della magistratura, televisione nazionale, agenzie di stampa e giornali statali), mentre 610 casi (62,3%) sono stati segnalati da fonti non ufficiali (organizzazioni non governative per i diritti umani o altre fonti interne iraniane). Il numero effettivo delle esecuzioni, avvisa Nessuno tocchi Caino, è probabilmente molto superiore ai dati forniti nel rapporto.

I reati che hanno motivato le condanne a morte sono così suddivisi in termini di frequenza: traffico di droga (632 esecuzioni, di cui 178 riportate da fonti ufficiali iraniane); omicidio (201, di cui 122 ufficiali); stupro (56, di cui 50 ufficiali); reati di natura politica (16, di cui 5 ufficiali); moharebeh (fare guerra a Dio), rapina, estorsione e “corruzione in terra” (22, di cui 15 ufficiali). In almeno 53 altri casi, non sono stati specificati i reati per i quali i detenuti sono stati trovati colpevoli. Almeno 53 persone sono già state giustiziate nelle prime due settimane del 2016.

L’impiccagione è il metodo preferito, ma nell’aprile 2013 è stata reinserita la lapidazione in una precedente versione del nuovo codice penale che l’aveva omessa come pena esplicita per l’adulterio. Le esecuzioni pubbliche sono continuate nel 2015 con almeno 58 persone che sono state impiccate sulla pubblica piazza. L’esecuzione di donne è leggermente diminuita nel 2015: sono state almeno 15, compresa una minorenne al momento del fatto (8 per droga, 2 per omicidio e 5 per reati non specificati), ma solo nel caso di 2 di loro c’è stata la conferma ufficiale delle autorità iraniane. Nel 2014 le donne impiccate erano state almeno 26.

Le esecuzioni di minorenni sono continuate nel 2015, fatto che pone l’Iran in aperta violazione del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici e della Convenzione sui Diritti del Fanciullo che pure ha ratificato. Sono stati giustiziati almeno 6 presunti minorenni al momento del fatto, compresa una donna (5 per casi di omicidio, di cui 3 riportati da fonti ufficiali; 1 per stupro, riportato da fonti ufficiali iraniane). Un altro minorenne sarebbe stato giustiziato nel 2016.

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