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Norvegia, Breivik: "Lo Stato sta cercando di uccidermi"

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Norvegia, Breivik: Lo Stato sta cercando di uccidermi

(Afp)

"Negli ultimi cinque anni, la Norvegia ha cercato di uccidermi. Non credo che molte persone sarebbero sopravvissute più a lungo di me". E' quanto ha affermato Anders Behring Breivik, durante il processo contro lo Stato norvegese, chiamato in causa dal 37enne per "detenzione disumana".

L'estremista, che nel luglio del 2011 ha assassinato a Oslo e sull'isola di Utoya 77 persone, sta scontando una condanna a 21 anni, da solo in un'ala di massima sicurezza del carcere di Skien, a circa 100 km a sud-ovest della capitale Oslo. Un isolamento che ha definito "una tortura", che "viola la Convenzione europea sui diritti umani".

Alla corte, dinnanzi la quale si è presentato oggi senza ripetere il saluto nazista fatto il primo giorno di udienza, Breivik ha detto che negli ultimi cinque anni è stato trattato "come un animale". Si è lamentato delle 885 perquisizioni a cui è stato sottoposto, incluse le cinque di quando è stato trasferito alla prigione di Skien tre anni fa. E ha riferito che il cibo che gli viene dato è peggio del waterboarding, la tecnica simulata dell'affogamento. Ha inoltre denunciato di essere completamente "imbavagliato" dalle autorità e di sviluppare "emicranie da isolamento", che hanno colpito la sua salute e la sua concentrazione.

Durante la sua testimonianza, Breivik ha poi detto che lotterà "fino alla morte" per il nazismo, per cui ha dichiarato di "aver combattuto per 25 anni". "Sono nazionalsocialista da quando avevo 12 anni", ha affermato, elogiando l'ascesa dell'estrema destra in Grecia e dei partiti di destra in Germania e spiegando di aver tratto forza da Adolf Hitler, pur non credendo nella rivoluzione violenta.

Tra le richieste presentate alla corte c'è la possibilità di incontrare cinque amici o sostenitori, l'accesso alla posta in arrivo senza restrizioni e il diritto di pubblicare due libri. Le visite a Breivik avvengono quasi tutte con professionisti attraverso un vetro divisorio. Secondo il suo avvocato, la madre era l'unica persona a cui era permesso di fargli visita senza essere separati, ma lei è morta nel 2013.

Il governo ha respinto le accuse e l’ufficio del procuratore generale ha fatto sapere che le condizioni di detenzione di Breivik sono "ben entro i limiti di ciò che è permesso" dalla Convenzione. Il detenuto è libero di muoversi nelle sue celle (una per dormire, una per studiare, una per l'attività fisica di otto metri quadrati ciascuna), la sua corrispondenza è sotto un regime restrittivo per impedire la creazione di una "rete estremista", può guardare la tv e ha una console per i videogiochi.

Oggi il governo norvegese ha approvato la costruzione di un memoriale permanente per le vittime di Breivik.

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