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Azerbaigian, Aylisli: perseguito per aver voluto avvicinare armeni e azeri

autorità azere hanno ritirato il passaporto dello scrittore che non è riuscito così a intervenire al festival Incroci di civiltà a Venezia

ESTERI
Azerbaigian, Aylisli: perseguito per aver voluto avvicinare armeni e azeri

Lo scrittore nella sua casa di Baku

Perseguito per aver voluto avvicinare armeni e azeri. Lo scrittore Akram Aylisli spiega di aver solo voluto "salvare molti armeni dall'odio contro gli azeri" con il libro "Sogni di pietra" (Guerini e Associati) che gli è costato l'isolamento nel suo paese. E, ieri, il divieto a partire per Venezia, dove avrebbe dovuto partecipare oggi al Festival "Incroci di civiltà". E' stato invece trattenuto 12 ore a Baku dalla polizia aeroportuale e privato del suo passaporto.

Nell'intervento che è stato comunque letto al festival in sua assenza da Aldo Ferrari, docente a Cà Foscari, Aylisli denuncia come il potere sia stato "crudele e senza misericordia" anche con lui, come con altri autori "con un proprio sguardo sugli avvenimenti decisivi che avvengono nella vita di un popolo". Nel suo caso, la crisi con gli armeni che affonda le sue radici all'inizio del Novecento, ben prima della guerra del Nagorno Karabakh.

"Ho compreso che in questo conflitto sanguinoso non siamo colpevoli noi né gli armeni; i popoli non si farebbero mai la guerra se la politica non si intromettesse nella loro vita", ha aggiunto, denunciando il nazionalismo spinto, il "patriottismo imposto dall'alto" e chi se ne fa portatore.

"Ho perduto la tranquillità ed il benessere a causa di un piccolo passo per l’avvicinamento di due popoli affini, legati non solo da una vicinanza geografica, ma anche da un destino storico di molti secoli. E non ho sogno più intimo di quello di vederli di nuovo insieme. E vorrei tanto vivere sino a quel giorno luminoso", sottolinea lo scrittore a cui, dopo la pubblicazione di Sogni di pietra su una rivista russa nel 2012, è stata ritirata in Azerbaigian l'onorificenza di "Scrittore del popolo" e la pensione associata al titolo, e che è stato espulso dall'Unione degli scrittori di cui era stato segretario in epoca sovietica.

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