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Da Hitler a Stalin, da Mussolini a Pol Pot: i peccati di gola dei tiranni del XX secolo

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Da Hitler a Stalin, da Mussolini a Pol Pot: i peccati di gola dei tiranni del XX secolo

Dalla carne di cane al pollo fritto della catena Kentucky Fried Chicken, passando per una rigida dieta vegetariana fino ad arrivare allo stufato di cobra: sono queste alcune delle, talvolta eccentriche, abitudini alimentari di spietati dittatori e tiranni del XX secolo. Ora, a raccogliere e ad analizzare menu, comportamento a tavola e ricette preferite di 9 di loro in un libro, ci pensano due autrici anglosassoni, Victoria Clark e Melissa Scott, autrici di 'Dictators' Dinners: A Bad Taste Guide to Entertaining Tyrants'. A proporre una selezione delle 'follie del gusto' di personaggi come Hitler, Stalin, Mussolini, Idi Amin e Pol Pot è l'Independent.

- Kim Jong Il: leader supremo della Corea del Nord dal 1994 al 2011, era un patito di zuppa di pinne di squalo, lardo e zuppa di carne di cane, pietanza alla quale attribuiva il potere di renderlo virile oltre che immune a malattie. Kim Jong aveva inoltre al suo servizio un gruppo di donne incaricate di monitorare i chicchi di riso: ogni chicco servito al leader doveva essere identico agli altri, dal colore alla grandezza.

- Hitler: il capo della Germania nazista era notoriamente un vegetariano. Ciò che è meno noto è che la scelta alimentare operata dal fuhrer non fosse tanto attribuibile a motivi ideologici quanto invece motivata dalla sicurezza del dittatore che una dieta priva di carni avrebbe mitigato i suoi cronici problemi di costipazione e flatulenza. Una convinzione tanto radicata che, sul finire della II Guerra Mondiale, Hitler si sarebbe nutrito quasi esclusivamente di purè di patate e brodo vegetale. Il nazista, inoltre, aveva a disposizione un team di 15 assaggiatori per sincerarsi che il cibo ingerito non fosse avvelenato: a distanza di 45 minuti dall'assaggio, e se nessuno dei 15 moriva, Hitler poteva consumare il pasto.

- Joseph Stalin: amante della cucina tradizionale georgiana, il dittatore russo era goloso di aglio, noci, prugne, melograni e vino. Appassionato di 'giochi di potere alcolici', Stalin aveva uno chef personale - Spiridon Putin, nonno dell'attuale presidente russo Vladimir - che preparava elaborati pasti serviti in pranzi della durata di sei ore.

- Benito Mussolini: il duce riteneva il cibo francese 'insignificante' ed era appassionato di aglio. Piatto preferito del dittatore italiano era una semplice insalata condita con aglio, olio e succo di limone. Mussolini, raccontano le autrici, amava pranzare in famiglia in compagnia della moglie Rachele e dei cinque figli. Il pranzo doveva essere servito in modo puntuale e i commensali dovevano essere già seduti e con il piatto pieno prima del suo arrivo.

- Idi Amin: amante di arrosto di capra, manioca e pane di miglio, il dittatore ugandese era solito mangiare circa 40 arance al giorno, convinto che l'agrume fungesse da 'viagra naturale'. Esiliato in Arabia Saudita, Amin diventò un assiduo mangiatore di pizza e un appassionato di pollo fritto della famosa catena americana Kentucky Fried Chicken.

- Pol Pot: cervo, cinghiale, frutta fresca, vino, brandy e carne stufata di serpente per il leader dei Khmer Rossi. Mentre il popolo cambogiano si nutriva con acqua e un pugno di riso a testa, Pol Pot pasteggiava in lussuosi pranzi a base di carni, i suoi preferiti.

- Nicolae Ceaușescu: lasagne vegetariane condite con un uovo sbattuto nella panna acida, carpa in gelatina alla rumena, un'insalata condita con pomodoro, cipolla e feta per accompagnare una bistecca. Così mangiava il tiranno Ceaușescu, noto per la mania di lanciare in terra e il più lontano possibile il piatto durante le cene ufficiali, evitando accuratamente di ingerire qualunque cosa non fosse stata controllata accuratamente.

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