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Erdogan minaccia l'Ue: "Pronti ad aprire frontiere ai rifugiati diretti in Europa"

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Erdogan minaccia l'Ue: Pronti ad aprire frontiere ai rifugiati diretti in Europa

Recep Tayyip Erdogan (Afp)

La Turchia aprirà le sue frontiere ai rifugiati diretti in Europa se "l'Unione Europea proseguirà su questa strada". Lo ha minacciato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, citato dal sito del quotidiano Hurriyet, all'indomani della mozione con cui l'Europarlamento ha chiesto il congelamento dei negoziati di adesione della Turchia all'Ue.

La Commissione Europea "è impegnata nell'applicazione dell'accordo con la Turchia sui migranti. E' un contratto mutuo di fiducia e di 'delivery' (applicazione, rispettando gli impegni presi, ndr). Ci aspettiamo che le due parti continuino a impegnarsi" nella sua applicazione. "Noi ci atteniamo all'accordo e faremo tutto quello che possiamo per farlo riuscire". Lo ha detto il portavoce capo della Commissione Europea Margaritis Schinas, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, dopo la risoluzione votata dal Parlamento Europeo ieri a Strasburgo.

Per la concessione alla Turchia della rimozione dell'obbligo di visto per i cittadini che viaggiano nell'Ue "ci sono ancora sette requisiti da soddisfare", ha ricordato, e "contatti continui sono in corso" tra Bruxelles e Ankara, a livello sia "tecnico che politico", per cercare di trovare una soluzione, specie per quanto riguarda la legge antiterrorismo in vigore in Turchia.

Per la Commissione lavorano alla questione in particolare il primo vicepresidente Frans Timmermans e il commissario alle Migrazioni Dimitris Avramopoulos. "Malgrado ci sia una certa tendenza a dichiarare morto questo processo, lavoriamo 24 ore su 24, sette giorni su sette, per farlo funzionare. Vedremo: ancora non è finita (the ball is still rolling, ndr)", ha concluso Schinas.

"Il 4 maggio - ha aggiunto la portavoce per le Migrazioni Tove Ernst - la Commissione Europea ha proposto di rimuovere l'obbligo di visto, con l'intesa che le autorità turche rispettassero, come si erano impegnate a fare in marzo, con urgenza i parametri che dovevano essere ancora rispettati. Rimangono sette parametri da rispettare, come nel settembre, e le discussioni sono in corso. Presenteremo il quarto rapporto sullo stato dell'accordo Ue-Turchia in dicembre e in quell'occasione ci saranno più informazioni al riguardo".

"I lavori sono in corso e il ministro turco per gli Affari Europei sarà qui la prossima settimana - ha continuato Schinas - il voto è un pezzo del puzzle, che va visto nel contesto complessivo, nella dinamica interistituzionale dell'Ue: c'è il Parlamento, c'è il Consiglio e c'è la Commissione. A un certo momento, nel quadro complessivo del pre-accesso (della Turchia nell'Ue, ndr), tutte le istituzioni si esprimeranno, com'è prassi normale per tutte le questioni di rilevanza Ue".

"Ora comunque abbiamo una Guardia Costiera e di Frontiera Europea operativa, cosa che non avevamo nel 2015", ha notato infine Schinas.

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