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Filippine, Duterte ammette: "Ho ucciso io stesso dei criminali"

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Filippine, Duterte ammette: Ho ucciso io stesso dei criminali

(Afp)

Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha ammesso di aver ucciso lui stesso sospetti criminali quando era sindaco di Davao, città nel sud delle Filippine, per dimostrare alla polizia che si potevano usare dei metodi brutali nella lotta alla droga nella città.

Parlando con degli imprenditori prima di partire per un viaggio in Cambogia, Duterte ha dichiarato che di notte girava per la città in moto cercando dei sospetti da uccidere. "A Davao uccidevo i criminali personalmente. Solo per mostrare ai poliziotti che se potevo farlo io, perché non avrebbero potuto farlo loro?", ha affermato.

Non è la prima volta che il presidente filippino fa delle dichiarazioni a dir poco controverse. Poche ore prima, durante un altro evento pubblico, aveva detto "non sono un assassino" riferendosi alle migliaia di persone uccise nella 'guerra alla droga' dichiarata quando è diventato presidente delle Filippine, a giugno scorso. Secondo alcuni dati ufficiali, 2.086 persone sono state uccise dalle forze dell’ordine in operazioni antidroga. Mentre almeno altre 3mila sono state eliminate in circostanze non chiarite.

Nel mese di ottobre, Duterte si era paragonato ad Adolf Hitler, dicendo che sarebbe stato "felice di sterminare" tre milioni di tossicodipendenti. Dichiarazioni per le quali si era poi scusato, ribadendo comunque l'obiettivo di eliminare i criminali.

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