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Gelo Usa-Russia, Cremlino: "Accuse su hackeraggio da caccia alle streghe"

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Gelo Usa-Russia, Cremlino: Accuse su hackeraggio da caccia alle streghe

(Afp)

Le accuse dell'intelligence americana secondo cui il governo di Mosca avrebbe sostenuto le azioni di hackeraggio russo per interferire nel voto di novembre sono da "caccia alle streghe". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskosv, secondo cui il presidente Vladimir Putin è al corrente del rapporto dei servizi di Washington, anche se "non c'è nulla che valga la pena leggere in dettaglio".

"Sappiamo che gli americani, in diversi periodi della loro storia, hanno condotto questo tipo di caccia alle streghe", ha aggiunto Peskov, secondo cui le accuse mosse sono "assolutamente ingiustificate e sono fatte ad un livello emozionale ed amatoriale, probabilmente non applicabile al lavoro altamente professionale delle attuali agenzie di intelligence".

"Queste accuse - ha denunciato ancora il portavoce del Cremlino - cominciano a stancarci. Continuiamo a smentire categoricamente ogni coinvolgimento di Mosca". L'espressione utilizzata da Peskov, 'caccia alle streghe', per definire le accuse di Washington è la stessa utilizzata nei giorni scorsi dal presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, in un'intervista al New York Times la scorsa settimana, nella quale respingeva le anticipazioni del rapporto dell'intelligence.

Ieri, tuttavia, il suo capo di gabinetto Reince Priebus ha detto a Fox News che Trump ha accettato l'esito dell'inchiesta fatta dai servizi, che gli è stato presentato venerdì scorso. Il presidente eletto "non nega che entità in Russia siano state dietro questa campagna", ha chiarito Priebus.

"Non possiamo sapere per certo" se i servizi sono riusciti a convincere Trump, "perché non abbiamo ancora ascoltato la risposta di Trump" ha poi commentato Dmitry Peskov.

"Il presidente eletto non ha ancora fatto una dichiarazione non ambigua su questo tema e quindi non possiamo trarre alcuna conclusione" circa la sua posizione, ha concluso Peskov, sottolineando che le "parti pubbliche del rapporto sono accessibili a tutti, incluso il presidente russo". Peskov, che è tornato a "escludere con forza un qualsiasi coinvolgimento di Mosca o di funzionari russi" nelle intrusioni ai server del partito democratico americano durante la campagna elettorale, ha ammesso che "al momento non ci sono contatti con la squadra di Trump".

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