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Il pianista iraniano Bahrami: "Trump un ignorante accecato dal denaro"

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Il pianista iraniano Bahrami: Trump un ignorante accecato dal denaro

(Fotogramma)

E' una decisione presa da una persona "arrogante e ignorante" che non si rende conto "del danno creato al mondo". Così il pianista iraniano Ramin Bahrami, uno dei più acclamati interpreti mondiali di Johann Sebastian Bach, commenta in un'intervista ad Aki-Adnkronos International l'ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump che sospende per tre mesi l'ingresso negli Stati Uniti per i cittadini di sette Paesi musulmani (Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan e Yemen).

Trump è "un uomo senza cultura, accecato dall'ignoranza e dai soldi. E' uno dei tanti ricconi in balia della loro ignoranza che è molto pericolosa perché fa danni", afferma Bahrami, invitando il presidente degli Stati Uniti a dare "più importanza all'ascolto", in particolare di Bach e dei "tanti americani intelligenti che sanno che questo provvedimento può avere conseguenze gravi".

Lo stesso Bahrami ha una storia di immigrazione alle spalle. Nato a Teheran nord - il quartiere 'bene' della capitale iraniana - fuggì dopo la rivoluzione islamica del 1979 prima in Italia, dove ha vissuto per 15 anni e si è formato dal punto di vista musicale, e poi in Germania.

L'ordine esecutivo firmato da Trump è "vergognoso" insiste il pianista, sottolineando che "il presidente degli Stati Uniti non si deve permettere di dire simili eresie in un momento nero per il mondo e in cui il terrorismo la fa da padrone".

Bahrami, riferendosi sempre a Trump, evidenzia che "questo signore dimentica che la cultura nasce in Mesopotamia. In questa regione già migliaia di anni fa vivevano oltre 80 etnie che andavano d'accordo e poi arriva questo newyorkese figlio di papà che dovrebbe semplicemente vergognarsi. Spero che qualche americano intelligente gli dia una lezione di educazione".

Bahrami critica infine la "palese politica filo-israeliana e filo-saudita" del nuovo presidente Usa, evidenziando come nella lista dei Paesi non figuri il regno di Salman. Trump, conclude il pianista iraniano, "dovrebbe andare a scuola d'arte per capire la cultura. Finché sarà lui il presidente non sarò amico di questo Paese".

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