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Siria, Cnn: Trump pronto alla guerra

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Siria, Cnn: Trump pronto alla guerra

(Afp)

Il presidente Donald Trump, riconoscendo la gravità della situazione in Siria, starebbe prendendo in considerazione l'azione militare come rappresaglia all'attacco chimico di martedì. Trump - secondo quanto riporta la Cnn - lo ha annunciato ad alcuni membri del Congresso.

La fonte citata dalla Cnn ha precisato che il presidente non ha ancora preso una decisione in merito ma che ne sta discutendo le possibili azioni con il segretario alla Difesa James Mattis.

"Penso che quello che ha fatto Assad sia terribile" e che quanto successo in Siria sia "un crimine vergognoso che non sarebbe dovuto accadere e non si doveva permettere che accadesse. Credo che sia una vergogna per l'umanità" ha detto Trump, parlando ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, diretto in Florida per il summit con l'omologo cinese Xi Jinping. "Qualcosa dovrà succedere", ha chiosato il presidente rifiutandosi però di dare ulteriori dettagli su quale sarà la risposta degli Usa.

Gli Stati Uniti di fronte all'attacco con agenti chimici in Siria stanno valutando "una risposta appropriata. E' una questione seria e richiede una risposta seria" ha detto il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, che ha accolto il presidente cinese Xi Jinping in Florida. Tillerson ha ribadito che "non c'è alcun dubbio" sulla responsabilità del regime del presidente siriano Bashar al-Assad nella strage.

Tillerson ha quindi sostenuto che i prossimi passi in Siria richiedono uno sforzo da parte della comunità internazionale in primo luogo per la sconfitta dell'Is e per la stabilizzazione del Paese per poi lavorare con i partner per rimuovere il presidente Bashar al-Assad. Il capo della diplomazia americana ha dunque invertito la rotta rispetto alle dichiarazioni di una settimana fa, quando per Washington la rimozione di Assad non era considerata una priorità.

"Il ruolo futuro di Assad è incerto e per gli atti che ha commesso non può governare il popolo siriano", ha detto Tillerson che ha inoltre evocato "un processo politico che porterebbe alla rimozione di Assad".

"Dal presidente Donald Trump ci aspettiamo fatti, non parole" ha affermato in un'intervista al Washington Post il capo dell'Alto comitato per i negoziati dell'opposizione siriana, Riad Hijab, che era a Washington nelle ore della strage di Khan Sheikhoun. "Vogliamo fatti per proteggere i civili siriani e per proteggere l'intera regione e anche il popolo americano - ha detto Hijab - Questa è una sfida per il presidente Trump di fronte al popolo americano e al mondo intero".

L'opposizione siriana chiede all'Amministrazione Trump "un'azione militare per distruggere l'arsenale di armi chimiche a disposizione di Assad e i mezzi per l'utilizzo di queste armi", scrive il Washington Post.

"Queste armi vanno distrutte - ha detto Hijab, che è stato primo ministro del governo di Damasco dal giugno all'agosto 2012 - I velivoli e le piste devono essere distrutti. Vanno distrutte tutte le armi che stanno uccidendo il popolo siriano". Non solo, secondo l'opposizione l'Amministrazione Trump deve anche trovare un modo per superare il 'blocco' russo al Consiglio di Sicurezza e gli Usa devono sostenere un processo politico che porti all'insediamento di un governo transitorio, a una Siria senza Assad.

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