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Stoccolma dopo Nizza, Berlino e Londra: gli attacchi terroristici con camion e auto

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Stoccolma dopo Nizza, Berlino e Londra: gli attacchi terroristici con camion e auto

(Afp)

L'attacco terroristico con un camion avvenuto oggi a Stoccolma è il quarto attentato compiuto con un veicolo in meno di un anno in Europa, dopo Nizza, Berlino e Londra. Ecco i precedenti:

Nizza, 14 luglio 2016: la sera della festa nazionale francese un camion si lancia contro la folla che sta assistendo al tradizionale spettacolo di fuochi d'artificio sul lungomare de la Promenade des Anglais. I morti sono 86, fra cui 6 italiani, e i feriti oltre 400. Al volante c'è Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, 31 anni, tunisino residente da anni a Nizza, che aveva affittato il camion. L'uomo apre il fuoco contro la polizia che tenta di fermarlo e viene infine ucciso dagli agenti. L'attentato viene rivendicato dallo Stato Islamico il 16 luglio.

Berlino, 19 dicembre 2016: un camion travolge la folla che sta passeggiando in serata in un mercatino di Natale del centro della capitale tedesca. I morti sono 12, una è italiana, e i feriti 56. Fra le vittime c'è anche l'autista polacco a cui è stato rubato il camion, il cui corpo senza vita viene ritrovato nel mezzo. L'autore dell'attacco, il 24enne tunisino Anis Amri, riesce a fuggire. Verrà ucciso il 22 dicembre in uno scontro a fuoco con la polizia italiana a Sesto San Giovanni. L'attacco viene rivendicato dallo Stato Islamico.

Londra, 22 marzo 2017: un uomo al volante di un Suv si lancia nel pomeriggio sui pedoni che transitano sui marciapiede del ponte di Westminster, poi si schianta contro la cinta esterna del parlamento. Uscito dall'auto, l'uomo uccide a coltellate un poliziotto disarmato che tenta di fermarlo. Un altro agente lo uccide sul posto. L'uomo, che aveva preso il Suv in affitto, viene identificato come Khalid Masood, cittadino britannico 52enne. Compreso il poliziotto, i morti sono cinque e i feriti oltre 50. L'ultima vittima, una donna romena caduta nel Tamigi, è morta oggi per le ferite riportate. Lo Stato Islamico definisce Masood un suo soldato, ma non vi sono indicazioni che l'uomo volesse agire in nome del califfato.

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