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Le sette vite di al-Baghdadi, sarà morto davvero?

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Le sette vite di al-Baghdadi, sarà morto davvero?

(AFP)

Morto, gravemente ferito, poi di nuovo in vita. Quella nei confronti del leader dell'Isis Abu Bakr al-Baghdadi è una vera e propria caccia all'uomo. Sulla sua testa pende una taglia di milioni di dollari. Oggi il ministero della Difesa russo ha affermato che un raid della sua aviazione militare potrebbe averlo ucciso. Ma questa non è la prima volta che al-Baghdadi viene dato per morto.

Il 'califfo nero' sembra avere sette vite e ogni volta che viene dato per spacciato o gravemente ferito, puntualmente ricompare sulla scena. Vivo e vegeto. L'ultimo episodio risale proprio a pochi giorni fa, l'11 giugno, quando i media siriani hanno riferito che il califfo era rimasto ucciso in un Raid su Raqqa il giorno precedente. Nel mese di marzo,il Pentagono ha dovuto annunciare che al-Baghdadi era ancora vivo nonostante i rapporti che davano l'Isis sull'orlo dello sgretolamento. Nello stesso mese, il segretario di Stato americano Rex Tillerson, aveva promesso che si trattava solo di una “questione di tempo” e che a breve il leader Isis sarebbe stato ucciso. Un mese dopo, ancora una notizia del ferimento del califfo per mano degli americani, sbarcati nel territorio Isis con gli elicotteri, nel tentativo di ucciderlo. A seguito di bombardamenti nel nord dell'Iraq nel gennaio 2017, il terrorista più pericoloso al mondo era stato considerato nuovamente ferito gravemente. Ma il giorno dopo il califfo vide ancora la luce del sole.

E così anche negli anni precedenti. Continue notizie che davano al-Baghdadi per avvelenato, morto o ferito gravemente, venivano poi puntualmente smentite. Da anni, le voci sul destino del capo dell'Isis si rincorrono e alimentano il terrore che la sua figura proietta su tutto l'Occidente.

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