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La mamma di Charlie: "I medici italiani vengano a Londra"

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La mamma di Charlie: I medici italiani vengano a Londra

(Afp)

"Un passo avanti per la giustizia, per il buon senso, per la pubblica opinione". Così Connie Yates, madre del piccolo Charlie Gard, saluta in un'intervista a Repubblica la decisione del tribunale inglese di riconvocare tutte le parti domani per decidere la data di una riunione di medici a Londra, anche stranieri, per stabilire se vi sono possibilità di cura per il piccolo affetto da una rara malattia genetica.

La testimonianza fatta oggi in collegamento video da uno specialista americano "ha dimostrato che ci sono motivi per sperare che la condizioni di Charlie migliorino. E se c’è anche una piccola possibilità, perché non esplorarla? - si chiede la donna -. Il giudice aveva detto che voleva sentire prove in grado di fargli cambiare idea rispetto al suo primo verdetto. Beh, adesso di prove ne ha sentite, qualche dubbio gli è venuto, se ha deciso di convocare a Londra tutti i medici".

Connie Yates risponde di volere che vengano a Londra anche i medici italiani disponibili ad intervenire sul caso. "Certo che li vogliamo - dichiara -. Vogliamo tutti quelli che sono pronti a credere nel dare una possibilità a Charlie. E il paradosso è che tanti medici stranieri gliela darebbero, mentre quelli inglesi, quelli del suo Paese, no". La madre contesta infine l'affermazione dei medici dell'ospedale pediatrico del Great Hormond Street secondo cui il figlio sta peggiorando. "Non è vero che è peggiorato. Io vedo invece segni di miglioramento", si dice convinta.

L'UDIENZA - Si è intanto chiusa con un nulla di fatto l'udienza di oggi davanti all'Alta Corte di Londra sul caso del piccolo Charlie. Gli avvocati, appena rientrati da una pausa, hanno suggerito al giudice di aggiornare l'udienza a domani alle 14, ora londinese. Il giudice, dal canto suo, ha evidenziato che inevitabilmente non si avrà una decisione domani. E ha chiesto ai legali di trovare "il maggior consenso possibile". Anche questa è stata un'udienza molto drammatica, con la mamma di Charlie, Connie Yates, che - come riferisce il reporter di Sky News Jim Old - ad un certo punto si è allontanata dall'aula in lacrime, confortata dai familiari e amici.

Sembra che domani l'udienza sarà finalizzata a capire i tempi per arrivare ad un meeting multidisciplinare, che si dovrebbe tenere nel giro di qualche giorno secondo il giudice, per trovare un consenso tra le differenti visioni relative al caso di Charlie. Obiettivo del giudice sarà capire se ci sono le basi per sottoporre il bimbo a un trattamento sperimentale. Nessun dettaglio su dove si terrà il meeting multidisciplinare e su quali saranno le modalità di questo incontro.

Nel corso dell'udienza di oggi il giudice ha anche stigmatizzato le minacce ai danni di medici e avvocati del Great Ormond Street Hospital di Londra, dove da mesi il bimbo è stato ricoverato. Promettendo che i responsabili saranno puniti con la massima severità prevista dalla legge

All'inizio della seduta, con i genitori - che avevano con sé l'immancabile peluche, una scimmietta, diventato simbolo della loro battaglia per tenere in vita il figlio - è entrato al cospetto dell'Alta Corte il portavoce Alasdair Seton-Marsden, che con la voce rotta ha letto l'appello finale della famiglia alla clemenza da parte 'Mr Justice' Nicholas Francis. "Continueremo a spendere ogni momento a cercare di salvare il nostro caro piccolo Charlie. Lo amiamo più della vita stessa, lui sta combattendo e noi stiamo ancora combattendo".

Ancora una volta il giudice aveva ribadito che sarebbe "felice di accogliere nuove evidenze. Ma - ha aggiunto - non posso riaprire questioni già affrontate da me e dalla Corte d'Appello".

Chris Gard e Connie Yates hanno poi lasciato in fretta e furia l'aula dopo uno scontro con il giudice. Come riferiscono Sky News e altri media britannici, i genitori del piccolo hanno infatti deciso di andarsene dopo una disputa sull'accuratezza delle registrazioni delle loro dichiarazioni in una precedente udienza. Subito dopo, l'udienza è stata brevemente sospesa per il pranzo.

Durante l'udienza di oggi è emerso inoltre un disaccordo tra ospedale e famiglia circa la misurazione della circonferenza cranica del bambino. Per i genitori sarebbe aumentata negli ultimi mesi, segno che il cervello del piccolo ha continuato a svilupparsi. Un dato contestato invece dall'ospedale, per il quale nulla è cambiato in 3 mesi. La disputa ha irritato il giudice, che su questo tema ha chiesto di fare chiarezza entro 24 ore.

MEDICO USA - L'elettroencefalogramma del piccolo Charlie Gard "mostra una disorganizzazione dell'attività cerebrale, non un danno strutturale maggiore". A sostenerlo in collegamento video da New York è il medico statunitense che si è offerto di trattare il bimbo con una terapia sperimentale. Alla frase del medico, secondo la diretta Twitter del giornalista Bbc Fergus Walsh, i genitori del piccolo hanno sollevato i pollici in segno di apprezzamento per le parole espresse dal camice bianco nel corso dell'udienza appena ripresa davanti all'Alta Corte inglese.

Lo specialista ha ribadito anche che le chance di successo del trattamento sono di "almeno il 10%" e ha spiegato che di 9 pazienti con forma Tk2 della malattia (che colpisce i muscoli), "5 hanno ridotto il tempo giornaliero attaccati al respiratore e uno è stato staccato completamente". Charlie soffre di un'altra variante, la Rrm2b.

"L'unico modo per dire quanto sia permanente la disfunzione cerebrale" del piccolo Charlie Gard "è tentare la terapia", ha spiegato ancora. A twittare le sue dichiarazioni in diretta è il giornalista esperto di legge Joshua Rozenberg, fra i tanti reporter che stanno seguendo il caso del bimbo.

Quando i legali della famiglia si sono nuovamente rivolti al medico Usa, l'esperto ha confermato di aver detto che ci sono chance più alte, alla luce dei nuovi dati, che la terapia sperimentale in questione oltrepassi la barriera ematoencefalica. Il camice bianco si è detto pronto a volare a Londra. A sondare la sua disponibilità era stato lo stesso giudice: "Se aggiornassi il caso - ha chiesto - lei sarebbe disposto a venire a Londra ed esaminare Charlie?".

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