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Alluvione in Nepal, Farnesina: "Già al sicuro 14 italiani"

ESTERI
Alluvione in Nepal, Farnesina: Già al sicuro 14 italiani

(Afp)

Sono almeno 47 le persone morte in Nepal per le inondazioni e le frane scatenate da torrenziali piogge monsoniche che hanno flagellato le pianure meridionali e le colline orientali. Lo ha reso noto il governo di Kathmandu, aggiungendo che vi sono 20 feriti e 36 dispersi in 23 dei distretti della pianura meridionale al confine con l'India.

Centinaia di cittadine e villaggi sono stati allagati, lasciando migliaia di persone senza casa. Circa 8mila fra poliziotti e soldati sono impegnati nei soccorsi, resi più difficili dal crollo di ponti e dalle frane che bloccano le principali vie di comunicazione.

La Farnesina, attraverso l'Unità di Crisi e il Consolato Generale a Calcutta, si è subito attivata per assistere al meglio i connazionali coinvolti. Il ministero degli Esteri è in costante contatto con le autorità locali e vari connazionali sono già stati posti al sicuro dalle forze locali. Tra questi vi sono una famiglia di 3 persone che si trovava all’Hotel Landmark e un gruppo di 10 italiani che alloggiava presso l'hotel Parkside. Anche la connazionale segnalata al Rainbow safari resort è stata messa in sicurezza.

"Siamo vicini al popolo del Nepal per la violenta e tragica inondazione che ha colpito il Paese in queste ore" ha detto il ministro degli Esteri, Angelino Alfano. "La Farnesina, attraverso l'Unità di Crisi e il Consolato Generale a Calcutta - ha aggiunto Alfano - si sono subito attivati per fornire sin dall’inizio tutta l’assistenza possibile ai nostri connazionali coinvolti. Agli italiani già portati in salvo mando i miei auguri e un abbraccio dopo i momenti terribili attraversati. Questo è stato possibile grazie al lavoro congiunto svolto dal nostro Consolato e dalle forze di Polizia locali. Seguiamo passo passo l'evolversi dei soccorsi perché anche gli altri italiani che aspettano di essere raggiunti siano presto al sicuro".

Nella notte a lanciare un appello via social è stata Francesca Chaouqui, fra i protagonisti della vicenda Vatileaks, rimasta bloccata in un albergo: "Diffondete la notizia: siamo bloccati al Land Mark Hotel a Chitawan in Nepal. I fiumi hanno esondato, l'albergo è allagato siamo senza elettricità e senza acqua. Abbiamo allertato la Farnesina. Siamo gli unici italiani dell'hotel. Aiutateci".

Chaouqui ha costantemente aggiornato su Twitter la sua situazione: "Siamo vivi. Per favore aiutateci. Siamo senza acqua e luce. Ci sono 20 bambini. Noi non andiamo via senza che loro siano in salvo. #aiuto".

Fino al tweet in cui ha assicurato: "Pietro è salvo insieme alla tata. Noi rimasti per aiutare. Ci siamo appena ricongiunti e stiamo raggiungendo un posto sicuro".

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