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Regeni, l'ambasciatore italiano torna al Cairo

ESTERI
Regeni, l'ambasciatore italiano torna al Cairo

(Afp)

"Nell'ambito della collaborazione nelle indagini sull'omicidio di Giulio Regeni, vi è stato un colloquio telefonico nella mattinata di oggi tra il procuratore generale della Repubblica Araba d'Egitto e il Procuratore della Repubblica di Roma. Il Procuratore Sadek ha voluto condividere gli ultimi sviluppi investigativi compiuti dal team investigativo egiziano a seguito del sesto incontro tra le delegazioni dei due uffici avvenuto nel maggio scorso". E' quanto riporta un comunicato congiunto tra la Procura di Roma e la Procura Araba di Egitto. "In particolare - si spiega - sono stati nuovamente ascoltati, come richiesto dalla procura di Roma tutti i poliziotti che hanno avuto un ruolo negli accertamenti seguiti alla denuncia del capo dei sindacati indipendenti degli ambulanti del Cairo; la consegna di quanto raccolto alle autorità italiane è stata completata in data odierna. Il procuratore Sadek ha poi rappresentato, che come già preannunciato sempre nel maggio scorso, è stata poi effettivamente affidata ad una società esterna l'attività di recupero dei video della metropolitana. Attività che inizierà nel mese di settembre con una riunione tra la società e la Procura egiziana e a cui saranno invitati a partecipare anche rappresentanti della Procura di Roma". Nel corso della telefonata il Procuratore Giuseppe Pignatone ha ringraziato per il lavoro fatto che segna un ulteriore passo avanti nella collaborazione; è stato concordato un nuovo incontro tra i due uffici da organizzarsi dopo la riunione di settembre per fare assieme il punto della situazione e confrontarsi su quanto sin qui raccolto e sui possibili ulteriori sviluppi investigativi. Entrambe le parti hanno infine assicurato che le attività investigative e la collaborazione continueranno fino a quando non sarà raggiunta la verità in ordine a tutte le circostanze che hanno portato al sequestro, alle torture e alla morte di Giulio Regeni.

AMBASCIATORE ITALIANO TORNA IN EGITTO - "Alla luce degli sviluppi registrati nel settore della cooperazione tra gli organi inquirenti di Italia ed Egitto sull'omicidio di Giulio Regeni, di cui fa stato il comunicato congiunto emesso oggi dalla Procura della Repubblica di Roma e dalla Procura Generale de Il Cairo, il Governo italiano ha deciso di inviare l'ambasciatore Giampaolo Cantini nella capitale egiziana, dopo che - l'8 aprile 2016 - l'allora Capo Missione Maurizio Massari venne richiamato a Roma per consultazioni". E' quanto si legge in una nota della Farnesina.

"L'impegno del Governo italiano - ha affermato il ministro degli Esteri Angelino Alfano - rimane quello di fare chiarezza sulla tragica scomparsa di Giulio, inviando a Il Cairo un autorevole interlocutore che avrà il compito di contribuire, tramite i contatti con le autorità egiziane, al rafforzamento della cooperazione giudiziaria e, di conseguenza, alla ricerca della verità. In qualità di rappresentante della Repubblica italiana - conclude il titolare della Farnesina - l'Ambasciatore Cantini curerà gli interessi nazionali in Egitto e la nostra importante comunità in quel Paese".

FAMIGLIA REGENI, SIAMO INDIGNATI - La famiglia Regeni esprime "indignazione per le modalità, la tempistica ed il contenuto della decisione del Governo italiano di rimandare l'ambasciatore al Cairo". Lo scrive in una nota la famiglia del ricercatore friulano ucciso in Egitto e lo riporta anche su Facebook la madre di Giulio, Paola Deffendi. "Ad oggi, dopo 18 mesi di lunghi silenzi e anche sanguinari depistaggi, non vi è stata nessuna vera svolta nel processo sul sequestro, le torture e l'uccisione di Giulio. - è scritto ancora nella nota -Solo quando avremo la verità l'ambasciatore potrà tornare al Cairo senza calpestare la nostra dignità".

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