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Strage Barcellona, membri cellula sono stati in Francia

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Strage Barcellona, membri cellula sono stati in Francia

(Afp)

Alcuni membri della cellula jihadista responsabile degli attacchi a Barcellona e Cambrils sono stati in Francia nelle ultime settimane. Lo ha rivelato il ministro degli Interni francese, Gerard Collomb, parlando con l'emittente Bfmtv. "'L'auto (l'Audi A3 utilizzata a Cambrils) è stata fotografata nella regione parigina - ha detto il ministro - Non conoscevamo questi individui. Noi abbiamo trasmesso le informazioni. Questo gruppo era venuto a lavorare a Parigi, ma è tornato indietro rapidamente".

La presenza dell'Audi A3 con a bordo quattro persone "è stata rilevata da un radar" ad Essonne, nella regione di Parigi, il 12 agosto scorso, cinque giorni prima degli attacchi. "E' stato un viaggio di andata e ritorno estremamente rapido", ha detto Collomb, mentre Le Parisien cita una fonte di polizia secondo cui il gruppo avrebbe comunque trascorso una notte in un albergo a sud della capitale, tra l'11 ed il 12, prima di fare rientro in Spagna. Secondo il ministro, "è troppo presto" per dire quali fossero i motivi del loro viaggio, ma a suo dire potrebbe essere stato "per lavoro".

Intanto, i quattro arrestati per gli attacchi a Barcellona e Cambril sono arrivati in tribunale, davanti ai giudici dell'Audiencia nacional a Madrid. Si tratta di Driss Oukabir - che la sera di giovedì scorso, quando era stato indicato come l'autista del furgone noleggiato che si era schiantato sulla Rambla, si era presentato alla polizia, sostenendo che gli fossero stati i documenti - Mohamed Houli Chemlal, rimasto ferito nell'esplosione della villetta di Alcanar, dove sono state rinvenute 120 bombole di gas che avrebbero dovute essere utilizzate per un attentato di ben più ampie proporzioni, Salah El Karib e Mohamed Aallaa.

Intanto, dalle indagini emergono nuovi particolari su Abdelbaki Es Satty, l'imam di Ripoll considerato la mente degli attacchi. L'uomo aveva ricevuto un ordine di espulsione dalla Spagna nel 2014, ma non ha mai lasciato il Paese. Secondo quanto riferisce El Mundo, il cittadino marocchino era stato condannato a quattro anni di prigione per crimini legati al traffico di droga, in parte trascorsi nel carcere di Castellon.

Il 29 aprile del 2014 viene liberato con un ordine di espulsione, ma i suoi legali presentano un ricorso prima presso la Delegacion del Gobierno, invocando la tutela dei diritti internazionali per il loro assistito. A settembre la richiesta viene respinta e gli avvocati si rivolgono alla giustizia amministrativa dove il giudice che si occupa del caso gli concede di rimanere legalmente nel paese. Per rafforzare lo status di residente legale in Spagna, gli avvocati di Es Satty il 29 novembre del 2014 fanno richiesta d'asilo. El Mundo non ha avuto accesso al fascicolo e non conosce l'esito della domanda, ma secondo gli esperti si tratta di una pratica comune in casi come quello di Es Satty, anche semplicemente per legittimare di più la presenza di un cittadino straniero in Spagna.

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