Home . Fatti . Esteri . "Io, giovane catalana vi dico: nessuno può fermarci"

"Io, giovane catalana vi dico: nessuno può fermarci"

ESTERI
Io, giovane catalana vi dico: nessuno può fermarci

(Foto Afp)

"Noi vogliamo votare! I cittadini dovrebbero averne il diritto e se il governo spagnolo non ci permette di farlo, allora mi chiedo se ci troviamo davvero in un Paese democratico". Marta è una ragazza di Sant Antoni de Calonge, un piccolo paese in provincia di Girona, in Catalogna. E' giovane, bella e coraggiosa e ha voglia di combattere per l'indipendenza del suo "Paese". Parlare di quello che sta accadendo tra Spagna e Catalogna le fa piacere, perché vuole dare voce al popolo indipendentista, di cui lei fa parte.

"Gli ultimi anni sono senza dubbio interessanti per capire come si sta evolvendo la situazione tra Spagna e Catalogna. Dal 2012 milioni di persone stanno manifestando PACIFICAMENTE per chiedere ed ottenere la propria indipendenza", racconta Marta all'AdnKronos. "Ma questa diatriba va avanti da anni e già nel 1715 le istituzioni e le leggi catalane sono state abolite, così come lo è stato il diritto di parlare catalano. Da quel momento la Catalogna è diventato un territorio oppresso, sia culturalmente che economicamente. Un Paese obbligato a seguire le leggi dello Stato nazionale e che continua a dover combattere per i propri diritti". Marta non si sente parte di una democrazia e denuncia "lo stato di oppressione" in cui versa la Catalogna, "quello che sta accadendo in questi giorni lo dimostra: la Guardia Civil ha arrestato dei ministri del governo catalano, perché pensava fossero collegati in qualche modo all'organizzazione del referendum. A quel punto la gente è scesa in strada per protestare contro un gesto assolutamente folle".

L'ultima risposta da parte del governo spagnolo è stata quella di impedire il referendum in quanto "illegale e illegittimo". Il popolo indipendentista però non si arrende. "Il governo catalano sostiene tutt'ora che il referendum si farà, nonostante la polizia spagnola abbia sequestrato 10 milioni di schede elettorali due giorni fa. Ma a noi non interessa se la Spagna dice di no ed è troppo tardi per avanzare proposte alla Catalogna (cosa che, tra l'altro, il governo spagnolo non ha mai fatto). Dall'altro ieri, la nostra battaglia ha preso un'altra piega: non si tratta più di votare si o no, si tratta di difendere la democrazia. Ormai nessuno può fermarci". Il sorriso sulle labbra di Marta è quello che accompagna tutto il movimento indipendentista catalano. "Continueremo a manifestare per i nostri diritti e lo faremo sempre col sorriso e senza paura. Uno dei nostri slogan è "combattiamo col sorriso" oppure "non abbiamo paura", nonostante tutte le minacce che riceviamo. Ci sentiamo forti perché siamo uniti. Nessuno sarà mai in grado di fermare le persone che scendono in strada a manifestare pacificamente, cantando, ballando e portando fiori alla polizia. Ci sono giovani, anziani e bambini. Non ci possono attaccare...l'Europa ci guarda!".

Di richieste da parte del popolo indipendentista catalano ce ne sono state tante "ma - ci dice Marta - la Spagna ha sempre risposto con un secco no. Ogni anno il governo spagnolo si trova a dover fare i conti con milioni di dimostranti che scendono in piazza, ma nonostante ciò non si è mai riusciti a trovare una soluzione per ottenere un'economia migliore, più libertà e diritti. Le risposte della Spagna alle nostre richieste? Nessuna considerazione, oppure dei secchi no". Marta sogna l'indipendenza per il suo Paese, desidera "cambiare tante cose che oggi non funzionano nella nostra società, per poter creare un posto nuovo e migliore dove vivere. Io non mi identifico nella politica spagnola, voglio difendere la mia lingua e la mia cultura dagli attacchi di un governo che ci vuole più spagnoli e meno catalani ma che invece dovrebbe essere orgoglioso delle diversità culturali che convivono in Spagna. Tempo fa il ministro dell'istruzione disse esattamente che voleva "spagnolizzare" i bambini catalani".

Marta ora vive in Svizzera per motivi di lavoro, ma torna spesso in Catalogna, dove prende parte alle manifestazioni indipendentiste. "Verrò sicuramente in Catalogna per votare al referendum del primo ottobre. Alle ultime elezioni catalane del settembre 2015 (che sono state molto importanti e strettamente collegate all'indipendentismo) io mi trovavo in Costa Rica ma avevo richiesto le carte e i documenti necessari per poter votare all'Ambasciata spagnola. Beh, sto ancora aspettando. Io ed altri catalani residenti all'estero non riusciamo a votare perché il governo spagnolo rende il procedimento di spedizione della documentazione necessaria troppo lento".

Stando a quanto racconta Marta, alla sua forza di volontà e alla convinzione con cui tutto il popolo catalano affronta la causa indipendentista, non è ancora tutto perduto. "Spero davvero che ci facciano votare e che la Catalogna possa scegliere se diventare o no una Repubblica indipendente".

Commenti
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere: ACCEDI oppure REGISTRATI