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Germania al voto, Daniel Speck: "Merkel incarna stabilità"

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Germania al voto, Daniel Speck: Merkel incarna stabilità

Daniel Speck

Stabilità ed affidabilità contro incertezza ed insicurezza crescenti: questo incarna Angela Merkel e questo spiega la sua popolarità nei sondaggi. A commentare l'andamento della campagna elettorale in Germania è, alla vigilia del voto per il rinnovo del Bundestag, Daniel Speck, sceneggiatore e scrittore, autore di 'Bella Germania' (Fischer Verlg), una storia italo-tedesca, un romanzo famigliare che ripercorre la vicenda, lunga tre generazioni, di una famiglia di emigrati siciliani in Germania. "Un viaggio emotivo nel tempo, attraverso gli anni '50, '60 e '70", un libro in cui "molti tedeschi vedono per la prima volta il loro paese attraverso lo sguardo degli immigrati italiani", spiega all'Adnkronos l'autore, commentando il successo in Germania del suo volume, per un anno nella classifica Spiegel dei bestsellere che uscirà nella prossima primavera in Italia da Sperling&Kupfer.

"Anche se oggettivamente viviamo in pace e in un relativo benessere - afferma - il nostro modo soggettivo di percepire le cose è diventato più incerto. La popolarità di Merkel nei sondaggi deriva dal desiderio generale di stabilità ed affidabilità in un contesto insicuro. A differenza delle ultime elezioni americane determinate dalla volontà di cambiamento".

Negli ultimi 4 anni, da quando sono state celebrate le ultime elezioni politiche in Germania, il paese ha vissuto in prima persona la crisi dei migranti, una realtà scoperta da molti solo dopo l'autunno del 2015, racconta Speck.

"Le migrazioni globali in provenienza da zone di crisi si erano già verificate in precedenza - ricorda - Ma in Germania questa realtà è stata ignorata da molti. Diversamente da quanto accaduto in Italia, un paese aperto sul mare, la Germania si è trovata in una situazione confortevole con il Trattato di Dublino. Il carico principale veniva sopportato da altri paesi. Molta gente ha aperto gli occhi solo nell'autunno 2015. Alcuni si sono impegnati con grande altruismo, hanno donato abiti e lavorato gratuitamente nei centri di accoglienza per rifugiati. Altri con preoccupazione, per il timore di perdere sicurezza, benessere ed identità nazionale. Hanno chiesto tetti massimi all'ingresso dei migranti, se non addirittura la chiusura dei confini. All'inizio è prevalsa un'atmosfera positiva; la cultura dell'accoglienza ha regalato alla Germania un volto simpatico agli occhi del mondo. Ma ha suscitato anche opposizione, che si è tradotta in un rafforzamento, all'interno del dibattito politico, delle forze della destra nazionalista. Oggi gli umori sono più irritati, il discorso politico più aggressivo e parziale".

Ma per lo scrittore, "la maggioranza non è xenofoba, la Germania ha lavorato sul proprio passato nazista a fondo e con grande senso di responsabilità. Al tempo stesso la gente auspica sicurezza e benessere. Le immagini trasmesse dalle televisioni sui migranti ci ricordano quotidianamente che questo mondo non è sicuro e il benessere non è scontato. Ma il ritorno delle idee nazionaliste, autoritarie e razziste ricorda anche che democrazia, liberalità e diritti umani universali non sono scontati. Le due cose fanno paura".

Sul rischio che rappresentano Alternative fuer Deutschland (Afd) i o movimento populisti, Speck sottolinea: "Pericolosa è l'erosione di obiettività, di ragione e decenza nel discorso pubblico. Porta ad animosità, pregiudizi e divisioni sociali. Aiuta invece il rendere oggettivo attraverso i fatti, ma anche l'incontro diretto. Alcune persone, che si insultano su Facebook, si tratterebbero a vicenda in modo molto più aperto e rispettoso se si trovassero seduti allo stesso tavolo. In 'Bella Germania', Vincent, il nonno sconosciuto, dice alla nipote, la protagonista Julia: "Gli estranei restano tali fino a quando non si è ascoltata la loro storia".

"A differenza di oggi - continua lo scrittore, tracciando un parallelo tra l'attuale crisi dei migranti e la fase dell'emigrazione descritta nel suo romanzo - tra il 1955 e il 1973 la Germania ha reclutato attivamente i lavoratori stranieri provenienti dall'Europa meridionale. Esistevano trattati tra i governi. Nella Commissione Tedesca a Verona, gli aspiranti lavoratori ricevevano in loco un contratto di lavoro, un biglietto ferroviario e aiuti alimentari. Oggi arrivano soprattutto migranti in cerca di asilo nei paesi ricchi. In parallelo però in Germania non esiste ancora una legge sull'immigrazione, come ad esempio in Canada. L'emigrazione non è ancora intesa da molti come normalità, ma come eccezione. Allo stesso modo, i pregiudizi incontrati dai migranti: molti vecchi italiani, con cui ho parlato per le mie ricerche, mi hanno detto che negli anni '60 venivano visti come negli anni '80 i turchi o oggi gli immigrati arabi: come "meridionali", con una cultura diversa, come macho, come mafiosi. Oggi sono integrati in modo piuttosto evidente. Ciò è dovuto alla loro gentilezza, al loro zelo, ma anche alla cucina italiana che ha conquistato i cuori dei tedeschi".

La scelta di scrivere un romanzo sui lavoratori italiani emigrati in Germania in quel periodo, deriva dal fatto che, spiega, "ero interessato al modo in cui l'Europa è cresciuta assieme dopo la guerra. A come l'immigrazione cambia un paese, ma anche come il paese cambia gli immigrati. Gli immigrati provenienti dal sud Europa hanno reso più mediterranea la maniera di vivere in Germania. Ma anche la Germania ha cambiato gli immigrati: molti oggi si sentono a casa in Germania , mentre nella loro vecchia patria vengono chiamati "i tedeschi". Al centro del mio romanzo c'è una grande storia d'amore tra un'italiana e un tedesco. Nella loro famiglia, di cui racconto la storia per tre generazioni, si riflette la storia passata dei loro paesi. La famiglia come microcosmo della società. A differenza di quanto accade nei classici romanzi famigliari, che si svolgono sempre in un posto, "Bella Germania" racconta una storia familiare che varca i confini".

"I tedeschi - conclude - ritrovano in 'Bella Germania' il loro amore per l'Italia e gli italiani ma anche molti ricordi della storia della loro infanzia e giovinezza. Molti italiani, che vivono in Germania, hanno letto e amato il libro e mi scrivono dicendo che ho disegnato un ritratto autentico e privo di cliché degli italiani. Per questo credo che il libro toccherà anche il cuore dei lettori del vostro paese. I protagonisti sono italiani e il tema è universale: a quale luogo appartengo? Qual è il mio posto in questo mondo?"

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