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Merkel azzoppata: ora che succede?

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Merkel azzoppata: ora che succede?

(Foto Afp)

di Laura Botti

Germania day after. Si apre un nuovo capitolo della storia politica tedesca. Con la vittoria dimezzata del suo partito e l'avanzata dell'ultradestra, la cancelliera Angela Merkel si appresta ad iniziare il quarto mandato con meno certezze e senza l'appoggio del suo partner attuale, il partito socialdemocratico di Martin Schulz che, dopo la pesante sconfitta subita alle elezioni, ha annunciato che "andrà all'opposizione" per "difendere il Paese dall'estrema destra". La tradizionale stabilità politica tedesca è quindi messa a dura prova. La sfida principale ora è riuscire a creare una maggioranza per quanto possibile stabile nonostante le notevoli differenze programmatiche tra i vari partiti. Un governo inedito che avrà delle ripercussioni sia sul piano interno che su quello europeo.

POLITICA INTERNA - "Gli scenari attuali sono limitati - spiega all'Adnkronos Christian Blasberg, docente di Storia Contemporanea presso l'Università Luiss di Roma - L'unica soluzione è la cosiddetta coalizione 'Giamaica', che vede la Cdu governare insieme ai Liberali e ai Verdi, altrimenti si dovrebbero fare nuove elezioni ma non le vuole nessuno". "Merkel è uscita indebolita dal risultato elettorale, ha bruciato i suoi partner ed è probabile che non finirà il mandato", sostiene lo storico, "ha bisogno di recuperare voti a destra per cui tornerà su posizioni più conservatrici". Peculiarità di queste elezioni è stato il largo consenso ottenuto dall'Alternative fuer Deutschland (AfD), il partito dell'ultradestra che ha incassato il 12,6% dei consensi. "Merkel ha sbagliato ad interpretare la sua politica verso i migranti - sostiene Blasberg - ha puntato sull'integrazione ma ci sono molte persone, soprattutto in Germania dell'Est, che si sentono culturalmente minacciate". Emblematico il fatto che l'Afd, con il 27% dei voti, è risultato il primo partito in Sassonia.

SCENARI IN EUROPA - "L'ipotesi più realistica - spiega Carlo Secchi, docente di Politica economica europea all'Università Bocconi di Milano - è che la Germania attui in Europa un approccio economico più pragmatico basato sull'economia reale piuttosto che sul rigore". "Una delle critiche più frequenti mosse alla Germania - prosegue - è l'aver privilegiato il rigore finanziario e il rispetto esagerato delle regole piuttosto che le esigenze dell'economia reale". "Quindi - sostiene il docente - per riacquistare i voti dell'elettorato perso è probabile che il governo tedesco attuerà una politica più attenta al sociale. Sul piano interno una politica più espansiva e più attenta alle esigenze dei cittadini, sul piano europeo un approccio più orientato alla flessibilità". Per quanto riguarda il suo ruolo all'interno dell'Unione Europea "alla luce del risultato elettorale ottenuto, la Germania sarà più debole e bisognosa di alleanze - spiega Secchi - Da qui l'ipotesi di ripresa di vigore del fronte franco-tedesco". Nel complesso, comunque, continua il docente, "è probabile che la sua influenza sugli altri paesi europei sarà meno preponderante rispetto a prima".

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