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Catalogna: orgogliosa, ribelle e ricca

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Catalogna: orgogliosa, ribelle e ricca

Prospera, orgogliosa e ribelle. La Catalogna al centro dello scontro istituzionale con Madrid è una delle regioni più ricche della Spagna, con una forte identità culturale e una propria lingua, che ha dato i natali ad artisti come Salvador Dalì, Joan Miro e Antoni Gaudì.

Soggetta ai sovrani d'Aragona, la Catalogna è diventata parte della Spagna nel quindicesimo secolo. L'Ottocento segnò una forte rinascita del nazionalismo catalano. Con l'avvento della Repubblica nel 1931, fu concessa particolare autonomia alla Generalitat della Catalogna. Bastione dell'antifranchismo durante la guerra civile spagnola, la regione perse tutti suoi privilegi durante la dittatura. La costituzione democratica del 1978 ha poi concesso un alto livello di autonomia alla Catalogna, che è dotata di una sua propria polizia, i Mossos d'Esquadra. Il catalano, il cui uso era proibito durante il franchismo, è diventato lingua ufficiale assieme allo spagnolo.

Fra le principali mete turistiche della Spagna, la Catalogna è anche una delle regioni più ricche industrializzate del paese. Oltre alle fabbriche automobilistiche della Seat e della Nissan, è sede di almeno 7mila multinazionali. Con 7,5 milioni di abitanti, pari al 16% della popolazione spagnola, contribuisce al 19% del Pil spagnolo. Il reddito pro capite è di 27.663 euro contro 24.100 della media spagnola e la disoccupazione è al 13,2% rispetto al 17,2% del resto del paese. Con il suo porto e l'aeroporto, Barcellona è una città economicamente e culturalmente vivace che attira ogni anno milioni di turisti e di studenti stranieri.

La rottura con il resto della Spagna si è consumata a partire dalla crisi economica del 2008, quando le misure di austerity imposte dal governo centrale hanno contribuito a fomentare un sentimento separatista che prima era condiviso solo dal 20% della popolazione. Nel 2010 la decisione del Tribunale Costituzionale spagnolo di annullare alcuni punti del nuovo Statuto di Autonomia, una sorta di costituzione della Catalogna, ha ulteriormente inasprito gli animi. E nel 2012, il governo di Madrid ha respinto la richiesta di maggiore autonomia fiscale.

I sostenitori dell'indipendenza affermano che la Catalogna sovvenziona con le sue tasse lo stato spagnolo, di cui è contributore netto con 10 miliardi di euro. E sono convinti che uno stato catalano possa reggere e prosperare economicamente da solo. Ma il ministro dell'Economia spagnolo Luis de Guindos stima che la secessione porterebbe ad un crollo del 25-30% dell'economia, anche perchè uscendo dalla Spagna la Catalogna si troverebbe fuori dall'Unione Europea.

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