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"Io catalana delusa, governo franchista"

ESTERI
Io catalana delusa, governo franchista

"Sì all'indipendenza della Catalogna perché siamo un popolo autonomo anche se amico della Spagna". "Sì a una maggiore indipendenza ma non fuori dalla Spagna perché siamo catalani ma anche spagnoli". "No all'illegalità del voto in catalogna ma no soprattutto alla violenza contro cittadini inermi". Tre studenti spagnoli, tre posizioni diverse sul braccio di ferro che si è creato tra Catalogna e governo centrale dopo il referendum non autorizzato di domenica.

Imanol, dei Paesi Baschi, studente Erasmus di scienze politiche all'Università di Roma3 insieme a Patricia che però è catalana, e Martì, catalano anche lui, a Roma per uno stage, sono lo specchio della Spagna di oggi. Seppure hanno posizioni diverse su quello che dovrebbe essere il futuro del loro Paese, tutti e tre non hanno dubbi sulla necessità di una migliore gestione politica. "Il problema non è la Spagna intera - dice Patricia - ma il governo spagnolo che è un governo di destra che ha molto in comune con il vecchio regime dittatoriale franchista".

A deludere gli studenti, anche il discorso di re Felipe che ieri sera "non ha fatto un accenno alle violenze della polizia ai seggi né ha pronunciato la parola dialogo o negoziazione - ricorda Martì - così non si può fare niente con il governo spagnolo".

"A me da non catalano la richiesta di referendum non preoccupava il referendum in Catalogna ma mi ha molto preoccupato invece - dice Imanol - la reazione della polizia contro cittadini che volevano solo votare".

Quanto all'articolo 155 della Costituzione che potrebbe essere applicato per la prima volta per avocare allo Stato centrale i poteri di autonomia della Catalogna, Patricia insiste: "Non è un problema di giurisprudenza ma un problema politico, quando la maggioranza di un popolo dice qualcosa è perché qualcosa sta succedendo e allora la politica deve ascoltare il popolo". Le fa eco Imanol che aggiunge: "Politica e legalità vanno unite e missione dei politici è cambiare la legge per renderla rispondente alle nuove istanze".

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