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Nucleare, Trump verso stop accordo con Iran

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Nucleare, Trump verso stop accordo con Iran

(Afp)

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbe annunciare il prossimo 12 ottobre, in un discorso alla Casa Biancia, la sua intenzione di revocare l'accordo nucleare con l'Iran, secondo quanto riporta il Washington Post. Trump motiverà la sua decisione affermando che l'intesa non è nell'interesse degli Stati Uniti. Una mossa questa - si legge sul quotidiano americano - che segnerà il primo passo di un processo che potrebbe tradursi nel ripristino delle sanzioni degli Stati Uniti contro l'Iran.

La data del 12 ottobre viene data come indicativa dalle fonti che spiegano come i piani potrebbero ancora cambiare. Il presidente comunque deve entro il prossimo 15 ottobre comunicare al Congresso - come prevede l'Iran Nuclear Agreement Review Act - se Teheran stia rispettando i termini dell'accordo e se ritiene che questo sia nell'interesse degli Stati Uniti.

L'eventuale decisione di Trump di dichiarare l'accordo negativo per gli interessi nazionali, e quindi di 'decertificarlo', lascerebbe la prossima mossa al Congresso che avrebbe 60 giorni per approvare, con un processo velocizzato, nuove sanzioni che assesterebbero un colpo fatale all'accordo. Secondo le fonti citate dal Post, Trump nel suo discorso non spingerebbe il Congresso a procedere in questo senso.

All'interno dell'amministrazione Trump vi sono infatti consiglieri per la Sicurezza convinti che l'accordo con Teheran dovrebbe essere magari modificato ma non revocato completamente.

Tra questi il segretario alla Difesa, Jim Mattis, che in un'audizione al Congresso nei giorni scorsi ha suggerito un'idea che potrebbe salvare l'accordo ed allo stesso tempo la faccia del presidente, che ha lanciato dal podio dell'Onu un durissimo attacco all'Iran e definito "imbarazzante" per gli Stati Uniti il 'deal' firmato da Barack Obama. Vale a dire, Trump potrebbe comunicare al Congresso che l'accordo va decertificato, ma non vengono reintrodotte le sanzioni.

Da tempo all'interno dell'amministrazione è infatti in corso un dibattito riguardo alla possibilità di "rafforzare" l'accordo con una nuova legge e la revoca della forma attuale sarebbe il primo passo di questo processo, come ha spiegato Tom Cotton, senatore dell'Arkansas che guida i falchi sull'Iran, che ha incontrato Trump alla Casa Bianca proprio ieri. In un intervento al Council on Foreign Relations martedì scorso Cotton aveva detto che Trump "dovrebbe rifiutarsi di certificare l'accordo ed iniziare a lavorare per rafforzarlo".

Ma una posizione del genere trova, almeno al momento, il netto rifiuto non solo dell'Iran, ma anche di Cina e Russia - che insieme a Gran Bretagna, Francia e Germania partecipano anche all'accordo - che si sono espressi chiaramente in questa direzione durante i colloqui con Rex Tillerson a margine dei lavori dell'Assemblea Generale dell'Onu.

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