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Las Vegas, il mistero di Paddock: perché lo ha fatto?

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Las Vegas, il mistero di Paddock: perché lo ha fatto?

(AFP)

E' passata quasi una settimana dalla più grave sparatoria di massa nella storia degli Stati Uniti e una risposta ancora non c'è. C'è un colpevole, Stephen Paddock, l'uomo che ha sparato all'impazzata dal 32esimo piano del Manila Bay hotel, causando la morte di 58 persone e ferendone oltre 200, ma manca il movente. Perché lo ha fatto? Solitamente, le ragioni che spingono qualcuno a compiere un gesto del genere, per quanto assurde e contorte, vengono a galla nel giro di uno o due giorni dall'attentato. Ma in questo caso ancora nulla. Solo una cosa è chiara: Paddock aveva programmato l'attacco in anticipo e nei minimi dettagli.

Eppure, gli inquirenti dicono di aver esaminato "letteralmente tutto": le condizioni economiche di Paddock, la possibilità di una sua radicalizzazione, il suo comportamento sociale. L'iter investigativo che nei casi precedenti ha sempre portato ad una risposta, sarebbe stato svolto correttamente. "Ma non abbiamo ancora un perché" ha detto ieri il vicesceriffo Kevin McMahill. "E' davvero insolito avere così poche indicazioni a 5 giorni dalla strage". Negli ultimi tragici omicidi di massa, riporta il Time, gli assassini hanno lasciato note, messaggi, informazioni o in alcuni casi hanno addirittura chiamato la polizia. Nel caso di La Vegas, però, nessuna traccia.

Persino il fratello del killer, Eric Paddock, non riesce a capire cosa può essere passato nella testa di Stephen. "Era un tipo molto riservato, il che rende ancora più difficile trovare indizi. Spero che dall'autopsia emerga che aveva un tumore al cervello", ha detto oggi Eric alla Cnn, cercando di trovare in un'ipotetica malattia le ragioni di un gesto così assurdo.

Tolte le motivazioni religiose, che non sembrano trovare conferma nonostante le rivendicazioni dell'Isis, la ragione alla base del massacro, potrebbe essere legata alle condizioni economiche di Paddock. A differenza di altri killer del passato, Paddock aveva accumulato alle sue spalle grandi successi nel gioco d'azzardo, tanto che si ritiene potesse essere diventato multimilionario. Frequenti erano le sue puntate a Las Vegas, città mecca del divertimento, dove trascorreva giorni interi negli alberghi a giocare al casinò anche somme ingenti. Si parla di migliaia di dollari inviati da Paddock nelle Filippine, Paese d'origine della sua compagna Marilou Danley, anche lei incapace di trovare un perché al folle gesto del compagno.

Ma per quanto potesse essere generoso con amici e cari, non altrettanto lo era con gli altri. Paddock, infatti, non sembrava gradire molto le altre persone al punto tale che persino i suoi vicini dicono di averlo visto molto raramente. L'insofferenza nei confronti degli altri lo avrebbe addirittura spinto a costruire una recinzione per la privacy, per separarsi dalle abitazioni circostanti. "Non voglio vedere nessuno e non voglio che nessuno mi veda" avrebbe detto Paddock ad un vicino. Alcuni raccontano di averlo incrociato la mattina presto e di aver notato un forte odore di alcool. Molti dipendenti del Manila Bay hotel hanno descritto il killer come un regolare frequentatore di ristoranti asiatici. Anche la sera dell'attacco Paddock ha ordinato piatti tipicamente asiatici. Ha cenato da solo prima di risalire nella stanza numero 32135 e cominciare a sparare all'impazzata.

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