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"Volevano un altro 11 settembre", tre arresti

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Volevano un altro 11 settembre, tre arresti

(Xinhua)

Tre sospetti sono stati arrestati con l'accusa di voler preparare un altro "11 settembre". A rivelarlo sono i media americani che citano la procura federale statunitense. Il presunto complotto doveva essere pronto per l'estate 2016: secondo documenti dei tribunali, i terroristi volevano colpire Times Square, la metropolitana di New York e gli spettatori ai concerti.

Il complotto è stato sventato grazie al lavoro di un agente Fbi sotto copertura che si è finto sostenitore dello Stato Islamico ed è riuscito ad entrare in comunicazione con i tre sospetti, riferisce ancora la stampa americana, precisando che gli arresti sono scattati negli Stati Uniti, in Pakistan e nelle Filippine.

La polizia ha annunciato le accuse a carico di Abdulrahman El Bahnasawy, 19 anni, cittadino canadese fermato a New York, Talha Haroon, 19 anni, cittadino americano residente in Pakistan, e Russell Salic, filippino di 37 anni.

El Bahnasawy è stato catturato a maggio 2016 e si è dichiarato colpevole a ottobre dei sette capi di imputazione per terrorismo mossi a suo carico. L'uomo avrebbe inviato una foto di Times Square all'agente sotto copertura spiegando che era necessario procurarsi un'autobomba per attaccare e realizzare "il prossimo 11 settembre". Haroon è stato arrestato in Pakistan a settembre 2016 e Salic nelle Filippine ad aprile 2017. Entrambi verranno estradati negli Stati Uniti.

Il gruppo "pianificava attacchi dinamitardi a Times Square, nella metropolitana di New York e in luoghi dove si organizzano concerti", ha annunciato il Dipartimento alla Giustizia americano. Il periodo scelto era quello del Ramadan - il mese in cui secondo la pratica islamica si osserva il digiuno - nel 2016.

Haroon avrebbe parlato con l'agente Fbi della metropolitana in termini di "bersaglio perfetto" da colpire, mentre Russell Salic, noto come "il dottore", è accusato di aver inviato "approssimativamente 423 dollari" da usare per finanziare gli attacchi, impegnandosi a versare altro denaro più avanti.

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