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La bella Inés, l'eroina che dice no alla rivoluzione catalana

ESTERI
La bella Inés, l'eroina che dice no alla rivoluzione catalana

Inés Arrimadas (Afp)

di Federica Mochi

Con quel faccino da attrice e la cascata di capelli castani che le incornicia lo sguardo, non si direbbe mai che dietro al viso da ragazzina nasconde una tempra d'acciaio. Eppure, Inés Arrimadas García è una donna tosta, di quelle alle quali è difficile tenere testa. Quasi impossibile contraddirla quando si impunta. A soli 36 anni guida l'opposizione nel Parlament catalano, ed è lei la donna chiave di Ciudadanos, il partito anti-separatista che dai ranghi del Parlament sfida Carles Puigdemont, senza temere di alzare la voce per rivendicare le proprie idee.

Come ieri sera, quando dopo il discorso del leader catalano non ha esitato a rifilargli l'ennesima stoccata: "Signor Puigdemont - ha inveito - lei è solo, non avete sostegno". "Bella e intelligente", come la definiscono i compagni di partito, Inés è il bel volto emergente della Catalogna, la deputata di ferro che si batte per l'unità nazionale coltivando il sogno nel cassetto di conquistare un giorno la presidenza della Generalitat.

Classe 1981, Inés nasce a Jerez de la Frontera, Cadice, in Andalusia ma ha sempre vissuto in Catalogna, dove i genitori, originari di Salamanca, si trasferiscono quando lei è ancora una bambina. Il padre, avvocato come lei, vanta un passato in politica come consigliere comunale. Ultima di cinque figli, studia in una scuola religiosa, prende lezioni di teatro, sogna di diventare archeologa. E' in questo periodo che inizia a interessarsi alla cultura di Barcellona, ​​città dove i genitori hanno vissuto a lungo, tanto da prendere lezioni per imparare alla perfezione il catalano.

Appena 18enne fa le valige per Siviglia, si iscrive all'Università Pablo de Olavide e studia legge. Con il diploma di Diritto e Amministrazione di Impresa in tasca e un Erasmus a Nizza, Inés inizia a lavorare per un'impresa di servizi industriali nel settore petrolchimico per poi passare a D'Aleph, azienda che si occupa di consulenza per la pubblica amministrazione. Dalle informazioni che si ricavano dalla stampa spagnola, pare che Inés sia finita in politica un po' per caso, quando nel 2011 partecipa con una collega a un comizio di Ciudadanos, partito liberale, da sempre contrario all'indipendentismo catalano.

Dalla piazza agli scranni del parlamento il passo è breve. Inés inizia a muovere i primi passi nelle stanze dei bottoni nel 2012, quando viene eletta al Parlament catalano tra i deputati di Ciudadanos, partito del quale assume presto le redini. La scalata al potere è inarrestabile. Prima diventa vice-portavoce del gruppo parlamentare nei comitati parlamentari per l'impresa e l'occupazione, le politiche anti-disoccupazione e l'uguaglianza.

Quindi, nel 2015, diventa portavoce di Ciudadanos. Candidata alla presidenza della maggioranza per le elezioni del Parlamento catalano, nello stesso anno è incoronata leader dell'opposizione insieme ad Albert Rivera. Tifosa del Barcelona, Inés parla perfettamente il catalano, l'inglese, il francese e il tedesco ed è lei il faro degli unionisti. Il suo idolo politico, ha confessato tempo fa, è Adolfo Suárez, primo ministro spagnolo nel post regime franchista e leader del partito centrista, in cui militava anche il padre.

Benché si definisca "una timida", in più di un'occasione Inés ha mostrato i muscoli, senza mai piegarsi all'ondata indipendentista, soprattutto quando si è votato il progetto di legge per il referendum del primo ottobre scorso. Sposata con Xavier Cima, deputato del partito Convergenza Democratica della Catalogna ed ex indipendentista di ferro (si dice che sia stata lei ad avergli fatto cambiare idea), quando non tuona contro Puigdemont, Inés ama girare in metro per Barcellona, leggere, correre e viaggiare.

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