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Catalogna, ultimatum Rajoy: "5 giorni per chiarire su indipendenza"

ESTERI
Catalogna, ultimatum Rajoy: 5 giorni per chiarire su indipendenza

(Afp)

Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha dato al leader indipendentista catalano Carles Puigdemont un ultimatum di cinque giorni per "confermare o meno se ieri ha dichiarato l'indipendenza". E' quanto compare nella richiesta del governo che attiva l'Articolo 155 della Costituzione spagnola e della quale riferisce il sito del quotidiano La Vanguardia.

L'ARTICOLO 155 DELLA COSTITUZIONE - Il testo dell'articolo 155 della Costituzione precisa che "se una comunità autonoma non rispetta gli obblighi imposti dalla Costituzione o altre leggi o agisce in modo da attentare gravemente agli interessi della Spagna", il governo di Madrid, "previa una richiesta al presidente della Comunità autonoma, e in caso non sia ascoltato", possa "con l'approvazione della maggioranza del Senato, adottare i mezzi necessari per obbligarla al compimento forzoso di questi obblighi o per la protezione dell'interesse generale". L'articolo 155 aggiunge, senza altri dettagli, che, a questo fine, il governo può "dare istruzioni a tutte le autorità delle comunità autonome".

Minacciato nel 1989 contro il governo autonomo delle Canarie per una questione fiscale, l'articolo 155 non è finora mai stato applicato in Spagna.

DISCORSO RAJOY - I leader catalani "hanno portato avanti un attacco assolutamente sleale e pericoloso" all'unità spagnola e alla "convivenza pacifica tra i cittadini" ha detto oggi il premier intervenendo al Parlamento spagnolo per riferire sugli ultimi sviluppi della crisi in Catalogna.

"Di fronte a questo attacco alla nostra convivenza la risposta dello Stato è stata proporzionata" ha affermato Rajoy, aggiungendo che il referendum del primo ottobre "non è stato un'azione innocente o democratica", ma era parte "di una strategia politica per imporre l'indipendenza". Il premier ha parlato di piano "antidemocratico" fin dalla sua origine.

"Da parte mia sono sempre stato aperto al dialogo - ha scandito nel suo intervento al Parlamento - Ho avuto colloqui con i dirigenti della Generalitat e ho sempre mostrato la volontà di comprendere".

Per il premier spagnolo, in Catalogna "è urgente ripristinare la legalità il prima possibile, per evitare un ulteriore deterioramento economico e tensioni sociali".

"Non c'è mediazione possibile fra un governo democratico e l'illegalità - ha sottolineato ancora - Non si può negoziare sulla sovranità dell'insieme della Spagna e l'indivisibilità della Spagna".

Ed ha lanciato un appello all'unità: "La Spagna vuole che la Catalogna, con la sua cultura, la sua lingua e il suo stile di vita rimanga parte di sé stessa". "Abbiamo saputo fare della nostra diversità una forza", ha detto il premier, "vogliamo una Spagna integrata e serena".

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UNIONISTI TORNANO IN PIAZZA - Gli unionisti tornano domani in piazza a Barcellona. La manifestazione è stata convocata da Societat Civil Catalana, principale organizzazione anti secessionista della società civile catalana, all'insegna dello slogan "Catalogna sì, Spagna anche".

Domani è festa nazionale in Spagna per El dia de la Hispanidad che celebra la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo. Societat Civil, sottolinea il quotidiano El Periodico, ha avvisato che non accetterà "nessuna simbologia o entità che non difenda i valori democratici" fra i partecipanti alla marcia.

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