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Pugno duro di Trump: "Fermiamo l'Iran"

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Pugno duro di Trump: Fermiamo l'Iran

(Afp)

Donald Trump non vuole affrontare l'Iran solo sulla questione nucleare, ma "sull'insieme delle malefiche attività" del regime di Teheran. Un documento diffuso dalla Casa Bianca anticipa i temi della nuova strategia a tutto campo contro Teheran che il presidente americano intende illustrare oggi, riferisce il sito The Hill.

"L'intero spettro delle malefiche attività del regime iraniano si estende ben oltre la minaccia nucleare che rappresenta", si legge nel documento, che cita lo sviluppo e la proliferazione di missili balistici, il sostegno materiale e finanziario a terrorismo ed estremismo, il sostegno al regime siriano, l'ostilità contro Israele, le minacce alla navigazione nel Golfo Persico, i cyberattacchi contro gli Usa, Israele e altri alleati, gli abusi dei diritti umani e la detenzione di cittadini stranieri.

"L'amministrazione Trump non ripeterà gli errori dei suoi predecessori", afferma il documento. Il testo accusa Barack Obama di essersi concentrato "in maniera miope" sulla questione nucleare e George Bush figlio di aver dato "priorità alla minaccia immediata delle organizzazioni estremiste sunnite rispetto alla minaccia a lungo termine della militanza sostenuta dall'Iran". La nuova strategia dell'amministrazione Trump, si legge, punterà invece "a neutralizzare e contrastare le minacce iraniane", comprese quelle del Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniana.

Secondo il documento, "lo sconsiderato comportamento del regime iraniano, e in particolare dell'Ircg (le guardie della rivoluzione, ndr.), pone una delle maggiori minacce agli interessi degli Stati Uniti e della stabilità della regione". Il testo diffuso dalla Casa Bianca non affronta la questione della decertificazione dell'accordo sul nucleare iraniano.

Secondo i media, Trump dichiarerà oggi la sua intenzione di non voler certificare il rispetto dell'accordo da parte dell'Iran, dando modo al Congresso di decidere se imporre nuove sanzioni. Per ora l'amministrazione Trump non intende tuttavia stracciare il trattato firmato nel 2015. L'idea è di porre una serie di paletti che potrebbero portare a nuove sanzioni. Trump, che ha sempre criticato il trattato, è stato costretto già due volte a certificarne il rispetto.

La soluzione cui si punta ora, scrive il New York Times, è che Trump "possa segnalare la sua disapprovazione dell'intesa senza porre gli Stati Uniti nella posizione di essere il primo firmatario a violarla. La soluzione è di dichiarare che Teheran viola 'lo spirito' dell'intesa e che l'accordo non è più nell'interesse della sicurezza nazionale americana, pur riconoscendo che Teheran ha rispettato l'accordo alla lettera".

TILLERSON - Trump annuncerà che decertifica l'accordo sul nucleare dell'Iran ma non solleciterà il Congresso a reintrodurre immediatamente sanzioni contro Teheran, ha anticipato il segretario di stato Rex Tillerson, citato dai media americani, precisando che il presidente chiederà l'introduzione di nuove leggi che potranno far scattare in futuro nuove sanzioni. "Il presidente ha maturato la conclusione che non può certificare, nel quadro dell'accordo sul nucleare, che il sollevamento delle sanzioni introdotto è proporzionale ai benefici osservati in seguito a tale accordo", ha affermato Tillerson. Questa frase autorizza il Congresso a reintrodurre sanzioni, sanzioni che invece il presidente non chiederà. Piuttosto, solleciterà il Congresso a introdurre nuove leggi che rendano più facile introdurre sanzioni nel caso in cui l'Iran faccia passi verso la ripresa del programma nucleare. Tuttavia, il dipartimento del Tesoro intende introdurre misure restrittive contro la Guardia rivoluzionaria, nel quadro delle misure dirette a gruppi terroristici, ha anticipato una fonte dell'Amministrazione.

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