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Kim prende carta e penna: lettera anti-Usa

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Kim prende carta e penna: lettera anti-Usa

AFP PHOTO / Toru YAMANAKA

Diplomazia inusuale quella della Corea del Nord. Pyongyang ha infatti scritto una lettera aperta ad alcuni paesi, Australia compresa, per chiedere loro di prendere le distanze dagli Stati Uniti e avvertire che non si piegherà alle minacce lanciate dal presidente Donald Trump. La lettera, inviata dalla Commissione Esteri del Parlamento nordcoreano a fine settembre, è stata resa nota dal primo ministro australiano Malcolm Turnbull.

La missiva avverte che "se il Presidente degli Stati Uniti crede di mettere in ginocchio la Corea del Nord attraverso la minaccia di una guerra nucleare sarà un grande errore di valutazione e una dimostrazione di ignoranza". Le nazioni amanti della pace - esorta dunque la lettera - non dovrebbero allinearsi con "le mosse atroci e sconsiderate dell'amministrazione Trump che sta cercando di portare il mondo a un disastro nucleare orribile".

Ma, parlando all'emittente radiofonica di Melbourne 3AW, Turnbull ha definito la lettera come "propaganda", sostenendo che "è la Corea del Nord che sta minacciando la stabilità del mondo", ha detto. "E' il regime che deve rinsavire e fermare questa condotta spericolata".

Secondo la ministra degli Esteri australiana Julie Bishop, questa lettera dimostra che le sanzioni approvate dall'Onu e la pressione diplomatica stanno avendo effetti su Pyongyang. "Penso che questo dimostri che la Corea del Nord è in una situazione di disperazione e isolamento, e cercando di demonizzare gli Stati Uniti, tenta di dividere la comunità internazionale", ha dichiarato la ministra, citata da Fairfax Media.

'NO AI NEGOZIATI' - "Pyongyang non ha intenzione di tenere negoziati sulle sue armi nucleari, per cui Washington dovrà sopportare lo status di potenza nucleare della Repubblica popolare democratica di Corea". Lo ha sottolineato il direttore del Dipartimento nordamericano del Ministero degli esteri nordcoreano Choe Son Hui alla conferenza di Mosca sulla non proliferazione.

"Il nostro leader Kim Jong Un ha spiegato la nostra posizione: costringerà gli americani alla pace e risponderà al fuoco con fuoco. Abbiamo armi nucleari e missili balistici, ma non li useremo se non saremo minacciati", ha detto Choe secondo l'agenzia di stampa russa Tass .

"Le nostre armi sono pensate per proteggere la nostra patria dalla minaccia nucleare permanente statunitense", ha assicurato il diplomatico, per il quale "l'ultimo obiettivo del regime nordcoreano è quello di raggiungere un equilibrio con gli Stati Uniti per assicurare che non osino parlare di azioni militari contro la RPDC".

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