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"Mi vogliono morto", si dimette il premier libanese

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Mi vogliono morto, si dimette il premier libanese

Saad Hariri (Afp)

Il primo ministro libanese Saad Hariri si è dimesso. L'annuncio a sorpresa è arrivato dall'Arabia Saudita, dove è arrivato ieri in visita. "Annuncio le mie dimissioni dall'incarico di primo ministro", ha detto Hariri in una dichiarazione trasmessa dalla tv satellitare al-Arabiya.

Hariri ha accusato l'Iran di interferenze, ha criticato il movimento sciita Hezbollah (sostenuto da Teheran e che fa parte del governo di Beirut) e ha sostenuto che il clima nel Paese dei Cedri ricorda quello dell'epoca dell'omicidio di suo padre, l'ex premier Rafiq Hariri, ucciso in un attentato sul lungomare di Beirut il 14 febbraio del 2005 insieme ad altre 22 persone. Saad Hariri ha detto di temere un "complotto contro la sua vita".

"Sento che ci sono persone che mi vogliono morto", ha affermato, senza risparmiare accusare all'Iran - eterno rivale dell'Arabia Saudita - per il suo ruolo nella regione. "Ovunque l'Iran sia presente semina discordia e distruzione - ha detto il premier dimissionario - L'Iran è mosso da un profondo odio verso il mondo arabo".

"Voglio dire all'Iran e ai suoi sostenitori che hanno perso e che verranno tagliate le mani che hanno messo sulla regione", ha proseguito. Denunciando il "dominio" iraniano, Hariri ha parlato di "uno stato di frustrazione, di frammentazione, di divisione" che regna in Libano, dove si vive "un clima simile a quello precedente l'omicidio di Rafiq Hariri".

"Hezbollah è il braccio dell'Iran non solo in Libano, ma anche in altri Paesi arabi", ha detto Saad Hariri, che lascia l'incarico a meno di un anno dalla nomina alla guida dell'esecutivo di Beirut dopo l'esperienza di governo tra il 2009 e il 2011. "Rifiutiamo - ha aggiunto - l'uso da parte di Hezbollah del suo arsenale contro i popoli libanese e siriano".

Ieri Hariri aveva incontrato a Beirut Akbar Velayati, consigliere per la politica estera della Guida Suprema dell'Iran Ali Khamenei, prima di tornare in Arabia Saudita per la sua seconda visita in cinque giorni.

La milizia di Hezbollah è coinvolta nel conflitto in Siria, schierata al fianco delle forze del leader siriano Bashar al-Assad, e ieri in Libano Velayati ha incontrato anche il segretario generale di Hezbollah, Hasan Nasrallah.

SVENTATO ATTACCO CONTRO HARIRI - La tv satellitare al-Arabiya, che cita sue fonti, ha riferito che pochi giorni fa a Beirut è stato sventato un tentativo di attacco ai danni di Hariri. Le Forze di sicurezza interna libanesi (Isf) hanno fatto sapere in un comunicato rilanciato dai media libanesi di "non avere alcuna informazione" a riguardo.

LA REPLICA DELL'IRAN - L'Iran ha risposto alle accuse mosse da Hariri. "Le dimissioni di Hariri sono state pianificate con Donald Trump, il presidente americano, e con Mohamed bin Salman, il principe ereditario dell'Arabia Saudita, per destabilizzare la situazione in Libano e nella regione", ha detto Hussein Sheikh al-Islam, consigliere della Guida Suprema dell'Iran Ali Khamenei, in dichiarazioni riportate dai media locali.

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