Home . Fatti . Esteri . Sottomarino sparito: sos ossigeno

Sottomarino sparito: sos ossigeno

ESTERI

Proseguono senza sosta le operazioni di ricerca di ricerca del sottomarino argentino San Juan, disperso mentre stava navigando a quattrocento chilometri dalle coste della Patagonia. Una drammatica corsa contro il tempo, nelle difficilissimi condizioni climatiche dell’Atlantico meridionale, con onde alte fino a otto metri. Oltre a una mezza dozzina di navi argentine sono coinvolti aerei e navi di Regno Unito, Cile, Brasile, Uruguay e Stati Uniti. Paesi che hanno basi militari nelle isole dell’Atlantico meridionale, a iniziare dalle Falklands britanniche. Solo ieri la speranza si era riaccesa, spenta subito però da uno scarno comunicato della marina argentina che spiegava di non poter assicurare che i sette tentativi di chiamate partiti da un telefono satellitare alla base di Mar del Plata fossero della nave alla deriva. Il San Juan è di fabbricazione tedesca, costruito nel 1985, recentemente sottoposto a una manutenzione che, sulla carta, gli avrebbe allungato la vita di almeno altri 20 anni. Il quotidiano "Clarin" intervistando il suo primo capitano, Carlos Zavalla, che lo portò 32 anni fa dall’Europa all’Argentina ha spiegato che in termini di ossigeno e di viveri, la nave ha un’autonomia ragionevole, di almeno due settimane. Il San Juan, va detto, non è un sommergibile enorme; è lungo 66 metri e largo appena 7, con un mare agitato e in tormenta è come trovare un ago in un pagliaio.   

Commenti
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere: ACCEDI oppure REGISTRATI