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Negato ingresso in Italia all'ex terrorista Leila Khaled

ESTERI
Negato ingresso in Italia all'ex terrorista Leila Khaled

(Fotogramma)

Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp), organizzazione nella lista nera dell'Unione Europea per terrorismo, ha reso noto che è stato vietato l'ingresso in Italia all'ex terrorista palestinese Leila Khaled, membro dell'ufficio politico dell'organizzazione. Alla donna, sostiene il Fplp in una nota inviata ad Aki-Adnkronos International, è stato annullato il visto. Inoltre è stata "costretta" a prendere il primo volo per Amman, dove attualmente vive.

DIPARTIMENTO PS - In riferimento alla notizia il Dipartimento della Pubblica Sicurezza precisa che "Leila Khaled è giunta ieri allo scalo aereo di Roma Fiumicino proveniente da Amman. Le normali procedure di verifica sulla regolarità dei titoli necessari per fare ingresso nel territorio nazionale hanno evidenziato come la Khaled fosse sprovvista di un visto Schengen in corso di validità". "Pertanto - viene rilevato - così come previsto dalla normativa nazionale e internazionale Schengen, la donna è stata respinta alla frontiera e imbarcata su un aereo diretto ad Amman".

LA NOTA DI FPLP - Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina spiega che "Khaled doveva partecipare a una serie di iniziative e di conferenze politiche organizzate dall'Unione democratica arabo-palestinese in Italia in occasione del 50esimo anniversario della nascita del Fplp", ma le è stato negato l'ingresso.

Leila Khaled è stata accusata di aver dirottato in Siria un aereo israeliano nell'agosto del 1969 allo scopo di liberare detenuti palestinesi nelle carceri israeliane. Venne arrestata a Londra e poi rilasciata nel quadro di uno scambio di prigionieri.

"Il Fronte popolare sta seguendo attentamente la rabbiosa campagna sferrata da organizzazioni del movimento sionista e dalle forze della destra fascista e razzista in Europa nel corso degli ultimi mesi contro il Fronte popolare e contro la resistenza palestinese e libanese", afferma il Fplp nella nota, secondo cui "la decisione delle autorità italiane fa parte di questa campagna".

Il Fronte ritiene che quella delle autorità italiane sia "una decisione politica per eccellenza e una presa di posizione a favore dello Stato d'occupazione (Israele, ndr) e della sua entità razzista" e "non esprime la posizione delle forze progressiste e democratiche né i valori del popolo italiano, che è contrario alle guerre, al razzismo, al fascismo e all'occupazione".

Il Fplp assicura poi che "seguirà il caso del negato accesso della compagna Khaled a livello politico, mediatico e legale in collaborazione con gli amici e i sostenitori del Fronte in Europa in generale e in Italia in particolare", ringraziando "tutte le voci, le personalità e i partiti italiani ed europei che hanno espresso la propria condanna per questa decisione ingiusta".

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