"Il mio bottone nucleare è più grande del tuo"

"Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha appena dichiarato che "il pulsante nucleare è sempre sulla sua scrivania". Qualcuno del suo regime di affamati e impoveriti lo informi che anch'io ho un pulsante nucleare, ma è molto più grande e molto più potente rispetto al suo, e il mio pulsante funziona!". Con un tweet fra l'ironico e il minaccioso, Donald Trump risponde, sfidandolo, al leader nordcoreano Kim Jong-un.

Il dittatore aveva infatti aperto il 2018 con una nuova minaccia: il pulsante nucleare, spiegava, "è sempre sul mio tavolo" e i missili in dotazione alla Corea del Nord, aveva aggiunto, possono raggiungere il territorio degli Stati Uniti. "Questo non è un ricatto, ma la realtà". Oggi la risposta di Trump.

Intanto la Corea del Nord ha riaperto il canale di comunicazione con la Corea del Sud attraverso il villaggio di Panmunjon, nell'area smilitarizzata al confine fra i due paesi. Lo ha reso noto il ministero sudcoreano per l'Unificazione. Interrotto nel 2016, il "telefono rosso" verrà ripristinato alle 15.30 ora locale (le 07.30 in Italia), riferisce l'agenzia stampa sudcoreana Yonhap.

"Ritengo segnali un passo verso una situazione in cui la comunicazione sarà possibile in ogni momento", ha commentato il portavoce presidenziale sudcoreano Yoon Young-chan. Il nuovo sviluppo arriva dopo che Seul ha offerto ieri colloqui ad alto livello con Pyongyang, per discutere della partecipazione nordcoreana ai Giochi olimpici invernali che si aprono in Corea del Sud a febbraio.

Piuttosto che su chi ha il bottone nucleare più grande, gli Stati Uniti dovrebbero competere con la Corea del Nord su chi è più ragionevole. E' il monito rivolto dal senatore russo Frants Klintsevich, presidente della commissione Difesa della Camera alta del Parlamento di Mosca, commentando l'ultimo tweet del presidente americano.

"La mia opinione è che non è dignitoso che gli Stati Uniti, in quanto grande Paese, siano in competizione con la Corea del Nord sulle dimensioni dei bottoni nucleari - ha sottolineato - e inoltre questo non è un argomento che possa convincere Kim" nelle sue ambizioni nucleari.

"Stiamo aspettando - ha concluso il senatore russo - che gli Stati Uniti mettano sul tavolo argomenti più forti, buon senso e responsabilità".