Pyongyang mostra i muscoli

Una prova di forza prima delle Olimpiadi. Kim Jong-un ha guardato sfilare migliaia di militari nel gelo di Pyongyang, nella parata che la Corea del Nord ha organizzato alla vigilia della cerimonia d'apertura dei Giochi invernali in programma domani a PyeongChang, a sud del 38° parallelo. Il leader, con cappotto nero e cappello a tesa larga dello stesso colore, è arrivato in limousine con la moglie Ri Sol-ju e ha assistito allo show di 90 minuti, animato da 13000 soldati.

Nessuna testata straniera è stata invitata ad assistere allo spettacolo. Ha provveduto la tv nordcoreana a diffondere poi immagini selezionate, consentendo agli analisti di appurare che la parata -organizzata per celebrare il 70mo anniversario della nascita delle Forze armate - è stata di dimensioni ridotte rispetto ad altri appuntamenti analoghi - in genere programmati ad aprile - ma è stata probabilmente 'impreziosita' dalla presenza dell'Hwasong-15, il missile intercontinentale testato due volte nel 2017.

Gli esperti hanno segnalato anche l'Hwasong-14 tra i protagonisti dell'evento: impossibile, però, capire se i missili schierati siano effettivamente operativi. Ed impossibile, del resto, anche valutare l'autenticità di tutte le immagini montate dalla tv, comprese quelle riprese dai droni e dalle telecamere installate sui camion.

Il paese, ha arringato Kim nel discorso tenuto nell'occasione, "è una potenza militare a livello mondiale. Noi siamo diventati capaci di dimostrare davanti al pianeta il nostro status di potenza militare a livello mondiale". "Fino a quando l'imperialismo sarà presente sulla Terra e fino a quando la politica ostile degli Stati Uniti nei confronti della Corea del Nord continuerà, non potrà cambiare la missione dell'esercito coreano", chiamato ad essere "la spada forte che protegge il paese, il popolo e la pace - ha aggiunto Kim -. La vittoria finale appartiene a noi e al popolo che imbraccia le armi della rivoluzione".

Il messaggio stona con l''atmosfera olimpica' che si respira nel resto della penisola e in particolare a PyeongChang. Al villaggio, nella cittadella degli atleti a Gangneung, è stata issata questa mattina la bandiera nordcoreana durante la 'welcome ceremony', nel corso della quale si sono esibite anche alcune cheerleader arrivate da Pyongyang.

Sabato, il presidente sudcoreano Moon Jae-in incontrerà Kim Yo-jong, sorella di Kim Jong-Un, in un appuntamento a cui prenderanno parte anche altri membri della delegazione inviata da Pyongyang. Secondo ai media sudcoreani, il gruppo arriverà domani a destinazione con un jet privato.

A completare il quadro è l'arrivo del vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence. "Andiamo alle Olimpiadi e ci potrebbe essere la possibilità di una sorta di incontro con i nordcoreani, magari in maniera informale", ha detto il numero 2 della Casa Bianca prima di partire dal Giappone. "Aspettiamo e vediamo cosa succede".

Attesa inutile, a giudicare dalle parole che l'agenzia sudcoreana Yonhap ha attribuito ad un alto funzionario del ministero degli Esteri di Pyongyang, Cho Yong Sam: "Non abbiamo mai chiesto il dialogo con gli Stati Uniti e lo stesso sarà in futuro. Abbiamo detto in modo chiaro che non abbiamo voglia di incontrare la parte statunitense durante la nostra visita in Corea del Sud".