Missili e giochi: Corea a due facce

Atleti e cheerleader, parate e missili. La Corea del Nord mostra al mondo la sua doppia faccia. Così, alla vigilia della cerimonia d'apertura dei 23esimi Giochi Olimpici invernali di Pyeongchang al via oggi, mentre la delegazione nordcoreana, tra cui 22 atleti, veniva accolta tra balli e musica in Corea del sud, a Pyongyang il clima era decisamente meno festoso e si respirava un'atmosfera molto poco olimpica.

Migliaia di militari hanno sfilato nel gelo davanti al leader nordcoreano Kim Jong-un per celebrare il 70mo anniversario della nascita delle Forze armate. Protagonista assoluto della parata è stato l'Hwasong-15, il missile intercontinentale testato due volte nel 2017. Tutto questo nello stesso giorno in cui al villaggio, nella cittadella degli atleti a Gangneung, veniva issata la bandiera nordcoreana durante la 'welcome ceremony'.

Gli esperti, basandosi sulle immagini diffuse dalla tv nordcoreana in quanto nessuna testata straniera è stata ammessa all'evento, hanno segnalato anche la presenza dell'Hwasong-14. Impossibile, però, capire se i missili schierati possano essere effettivamente operativi.

E, mentre Kim mostra i muscoli in patria, la diplomazia non si ferma. Questa mattina è arrivata all'aeroporto internazionale Incheon la delegazione ufficiale nordcoreana di cui fa parte Kim Jo Jong, la sorella del leader nordcoreano.

E stasera al ricevimento organizzato dal presidente sudcoreano Moon jae-in ci sarà anche il presidente nordcoreano Kim Yong-nam, l'esponente politico di più alto grado della Corea del nord. Pyongyang prova così a mostrare un volto più dialogante senza rinunciare però a esibire missili in patria, ennesima prova di forza sotto gli occhi del mondo.