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Bombe e morte, Siria rosso sangue

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Bombe e morte, Siria rosso sangue

(Afp)

Continua a salire il bilancio delle vittime dei nuovi bombardamenti delle forze siriane contro la Ghouta orientale. Sul loro sito web gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, ong legata alle opposizioni, parlano di almeno 24 civili uccisi, tra i quali tre bambini, nelle zone di Kafr Batna e Jisreen. Secondo gli attivisti, sale così a 296 morti - compresi 71 minori - il bilancio delle ultime 72 ore di bombardamenti contro la Ghouta orientale, sobborgo di Damasco in mano ai ribelli.

"Sono stati sganciati barili bomba su diverse zone", anche su Arbeen, Douma, e Hammouriyeh, ha denunciato l'Osservatorio. "Gli obitori sono pieni e nelle tombe non c'è più posto per altri corpi", ha detto all'agenzia di stampa Dpa l'attivista Abu Ahed.

L'attivista ha riferito di informazioni secondo cui Damasco starebbe ammassando forze intorno alla Ghouta orientale e gli attivisti prevedono un massiccio attacco di terra che potrebbe scattare "in qualsiasi momento".

ONU - Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto la sospensione immediata di ''tutte le azioni di guerra''. Guterres ha affermato che una sospensione dei combattimenti deve necessariamente permettere la distribuzione di aiuti umanitari a tutti coloro che lo necessitano e l'evacuazione di circa settecento persone che hanno bisogno di assistenza medica urgente.

TURCHIA - Intanto il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin, durante una conferenza stampa ad Ankara all'indomani dell'arrivo di forze filogovernative siriane nella regione di Afrin per sostenere i curdi che combattono contro le forze turche impegnate dal 20 gennaio nell'offensiva 'Ramoscello d'ulivo', ha affermato che la Turchia continuerà le operazioni militari ad Afrin malgrado sul campo si assista ad "accordi sporchi".

"Noi, Repubblica di Turchia, continueremo ad attuare i nostri piani per l'operazione 'Ramoscello d'ulivo' con la stessa determinazione malgrado sul campo ci siano alcuni accordi sporchi, accordi oscuri", ha detto Kalin, citato dall'agenzia di stampa Dpa.

Kalin è tornato a negare che ieri le forze filogovernative siriane siano entrate nella località di Afrin e ha ribadito che sono state respinte dalle unità dell'artiglieria turca. Tuttavia immagini televisive hanno mostrato l'arrivo delle cosiddette "forze popolari" nell'enclave curda. "Chiediamo al regime siriano di porre fine al più presto a questi attacchi", ha aggiunto Kalin, "questo è un crimine contro l'umanità".

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