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Dazi, ripicche e minacce

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Dazi, ripicche e minacce

(Afp)

Tutti contro Donald Trump. E' guerra sui dazi dopo la decisione del presidente statunitense di imporre tasse doganali del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio. Il provvedimento, che entrerà in vigore fra 15 giorni e dal quale saranno esentati inizialmente Canada e Messico, ha scatenato una serie di reazioni in tutto il mondo tra timori, incertezze e sforzi diplomatici.

Sul tema delle politiche commerciali, Gentiloni ha avuto una conversazione telefonica con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, si apprende da fonti di palazzo Chigi. "I dazi non sono la via da seguire" ha detto il premier, sottolineando quanto sia "importante proseguire nel dialogo con gli Stati Uniti. Nel prossimo Consiglio europeo - ha concluso - valuteremo una posizione da assumere in comune".

Intanto l'Ue si aspetta di essere esclusa dalla decisione ma è pronta a rispondere entro 90 giorni se necessario, ha detto la commissaria europea al Commercio Cecilia Malmstroem. L'Unione è un alleato degli Usa, "non può essere considerata una minaccia alla sicurezza nazionale". "Ora - ha continuato la Malmstroem - se gli Usa decidono di procedere, è una cosa assai spiacevole e faremo tutto quello che possiamo per convincerli che è sbagliato: se succede, allora dovremo prendere delle misure per proteggere i nostri posti di lavoro. Ci saranno whiskey, burro di arachidi, succo d'arancia... avremo bisogno di un po' di tempo".

"Andremo davanti alla Wto, insieme ad altri amici, perché pensiamo veramente che queste misure non siano giustificate. Potremmo imporre delle salvaguardie per le nostre industrie dell'acciaio e dell'alluminio e poi queste misure di riequilibrio: è una lista alla quale stiamo lavorando, non è ancora stata decisa, ne stiamo discutendo con gli Stati membri, ma ci sono regole su come fare queste cose e ci stiamo assicurando di rispettare alla lettera le norme Wto", ha concluso la commissaria europea.

Il vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen, in conferenza stampa a Bruxelles, ha spiegato: "Non è chiarissimo come funzionerà il meccanismo per escludere" alcuni Paesi o blocchi di Paesi dalle misure annunciate dagli Usa sulle importazioni di acciaio e alluminio, ma "pensiamo che, dato che le imprese Ue non sono fonte di commercio sleale né una minaccia per la sicurezza" degli Stati Uniti d'America, "dovrebbero essere escluse da quei dazi". "Ci aspettiamo - ha sottolineato - che l'Ue venga trattata come un blocco", un unico soggetto "commerciale. Non possiamo accettare che l'Ue venga divisa in diverse categorie".

La Cina da parte sua denuncia "l'attacco deliberato" al commercio internazionale e minaccia una risposta. Le tariffe sono "protezionismo in nome della sicurezza nazionale", ha detto Wang Hejun, direttore del ministero del Commercio di Pechino, secondo cui "l'abuso della clausola di eccezione per la sicurezza nazionale da parte degli Stati Uniti è un attacco deliberato al sistema del commercio multilaterale rappresentato dal Wto e avrà sicuramente un impatto pesante sul normale ordine del commercio internazionale". "La Cina si oppone fermamente", ha continuato, mentre il ministro degli Esteri Wang Yi ha ribadito che una guerra commerciale "non è mai la soluzione giusta", ma Pechino è pronta "alle giustificate e necessarie risposte".

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