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Erdogan: "Preso il controllo di Afrin"

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Erdogan: Preso il controllo di Afrin

(Afp)

L'esercito turco e i ribelli dell'Esercito libero siriano hanno preso "il pieno controllo" del centro della città di Afrin, nell'omonima enclave curda nel nord della Siria, dove Ankara ha lanciato il 20 gennaio scorso l'offensiva 'Ramo d'Ulivo'. Lo ha annunciato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo cui le unità sono entrate ad Afrin alle 8.30 ora locale, nel 58esimo giorno dell'operazione, innalzando le bandiera della Turchia e dell'Esl.

"Il corridoio del terrore è stato spezzato in quattro punti", ha scandito Erdogan, che ha parlato a una cerimonia commemorativa della battaglia di Gallipoli, durante la Prima guerra mondiale, nella provincia di Canakkale, in un riferimento ai tentativi delle Unità curde di protezione del popolo (Ypg), che Ankara ritiene un gruppo terroristico, di creare un corridoio tra Siria e Turchia.

Il presidente turco ha poi tenuto ad assicurare che nel corso dell'operazione è stata data "massima attenzione alla protezione dei civili", perché l'obiettivo dell'Esercito non era "un intervento militare, ma il raggiungimento della pace" e lo "sradicamento" dei gruppi terroristici. Quindi Erdogan ha promesso che la Turchia farà tutto "il necessario per riportare nelle loro case al più presto possibile la gente della regione che vive nel nostro Paese o in altri posti".

Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, che pure aveva dato la notizia del pieno controllo di Afrin da parte delle forze turche e dei ribelli siriani loro alleati, restano tuttavia delle sacche di resistenza in città da parte dei miliziani curdi, che rifiutano di arrendersi.

Gli stessi attivisti hanno riferito che i ribelli siriani hanno abbattuto ad Afrin una statua di Kawa, personaggio leggendario curdo che simboleggia la resistenza contro la tirannia, eretta quattro anni fa.

"La nostra guerra contro l'occupazione turca e le forze militanti chiamate Esercito libero siriano è entrata in una nuova fase, passando dal confronto diretto a una tattica colpisci e scappa", si legge in una nota delle Forze democratiche siriane (Sdf), dopo l'annuncio di Erdogan.

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