Caos a Gaza

Almeno 7 palestinesi morti - tra le vittime anche un 16enne - e oltre 1000 feriti. E' il bilancio degli scontri scoppiati alla barriera di confine tra la Striscia di Gaza e lo Stato ebraico dopo che i soldati israeliani hanno sparato contro i manifestanti che si sono radunati nel secondo venerdì della 'Grande Marcia del ritorno', organizzata dal movimento islamico di Hamas.

A darne notizia è il ministero della Salute della Striscia di Gaza, precisando che 25 feriti sono in condizioni critiche. Il palestinese è stato ucciso a est di al-Bureij, nella zona centrale dell'enclave. I manifestanti hanno incendiato alcune gomme per creare una cortina di fumo.

I siti israeliani riferiscono anche di specchi usati per oscurare la visione dei soldati israeliani e di catapulte, preparate alla barriera di confine dai palestinesi. L'esercito di Gerusalemme ha intanto ha dichiarato "zona militare chiusa" l'area, precisando che "qualsiasi attività nella zona suddetta necessita del nulla osta dell'esercito".

ISRAELE - Le forze dello Stato ebraico "stanno usando mezzi per disperdere i manifestanti e stanno aprendo il fuoco, come da direttive" perché "l'esercito non permetterà che siano attaccate le reti di sicurezza o la barriera che proteggono i cittadini d'Israele e agirà di conseguenza contro i rivoltosi violenti".

HAMAS - "Se Israele colpirà la Striscia nel profondo, Hamas si vendicherà colpendo in profondità il cuore degli insediamenti'' ha detto un leader di Hamas, Mahmoud a-Zahar, parlando alla folla riunita a confine.

ONU - Prima che si sapesse delle vittime, l'ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani aveva chiesto a Israele di assicurarsi che le sue forze di sicurezza non utilizzassero "una forza eccessiva contro le migliaia di manifestanti palestinesi giunti alla barriera". Nel corso di una conferenza stampa a Ginevra, la portavoce dell'ufficio Onu per i diritti umani Elizabeth Throssell ha detto che le "armi da fuoco vanno usate solo come ultima possibilità".