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Trump: "Ho ordinato io l'attacco"

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Trump: Ho ordinato io l'attacco

AFP PHOTO / Nicholas Kamm

"Poco fa ho ordinato alle forze armate statunitensi di lanciare attacchi in Siria". Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l'avvio di "raid di precisione contro obiettivi associate alle capacità di produzione di armi chimiche del dittatore siriano Bashar al Assad". Si tratta di "un'operazione combinata con le Forze armate di Francia e Gran Bretagna, che ringrazio" ha detto Trump alle 21 ora americana, le 3 in Italia.

"L'obiettivo di questa azione - ha sottolineato Trump, ricordando che "il massacro" di una settimana fa ha rappresentato "un'escalation significativa" nell'utilizzo di armi chimiche da parte "di un regime veramente terribile" - è di creare un forte deterrente contro la produzione, la diffusione e l'uso di armi chimiche". L'attacco "spregevole e malvagio" del 7 aprile scorso a Douma, ha scandito Trump "non è stata l'azione di un uomo, ma il crimine di un mostro".

Il presidente si è poi rivolto direttamente a Russia e Iran, alleati del regime di Damasco, "maggiormente responsabili per il sostegno ed il finanziamento del regime criminale di Assad". A loro, "chiedo: quale tipo di nazione vuole essere associata all'uccisione di massa di uomini, donne e bambini innocenti? Le nazioni del mondo possono essere giudicate dagli amici che hanno. Nessun Paese può nel lungo periodo avere successo, promuovendo stati canaglia, tiranni brutali e dittatori assassini".

La Russia, ha incalzato ancora il presidente americano, "deve decidere se continuare lungo questo percorso oscuro o se unirsi alle nazioni civilizzate come una forza per la stabilità e la pace. Speriamo che un giorno andremo d'accordo con la Russia e forse anche con l'Iran, ma forse no". Trump ha poi tenuto a ricordare che "l'America non vuole una presenza indefinita in Siria in nessuna circostanza: come altre nazioni che hanno dato il loro contributo, aspettiamo con ansia il giorno in cui potremo riportare a casa i nostri soldati, i nostri grandi soldati".

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