India, 3 bimbe stuprate e uccise

Nuovi orribili episodi di violenza nei confronti di bambine in India. Secondo quanto ha riferito oggi la polizia, tre bimbe sono state violentate e uccise nel corso di altrettante cerimonie nuziali nello stato dell'Uttar Pradesh e del Chhattisgarh, allungando la lista delle brutali aggressioni sessuali riportate nell'ultima settimana nel Paese.

La violenza nell'Uttar Pradesh si è svolta nel distretto di Etah giovedì notte, solo tre giorni dopo che un'altra bambina di 7 anni era stata aggredita sessualmente e uccisa a circa 50 km di distanza, anche lei mentre partecipava a un matrimonio. A compiere il crimine sarebbe stato uno dei cuochi della festa, il 25enne Pintu Kumar, che, dopo aver attirato l'attenzione della bambina di 9 anni, l'ha portata via dalla festa per aggredirla sessualmente e poi strangolarla.

Il corpo della piccola è stato ritrovato il giorno dopo e l'imputato è stato arrestato e accusato di omicidio, stupro e occultamento di cadavere ai sensi della legge sulla protezione dei minori dalla violenza sessuale, ha affermato il capo della polizia locale Ajay Bhadauria.

In un altro episodio una 11enne è stata rapita mercoledì durante un matrimonio nel distretto di Kabirdham, nello stato di Chhattisgarh, da un 25enne che è stato arrestato dalla polizia e ha ammesso il crimine. Il giovane, che era un amico dello sposo, ha trascinato via la bambina dalla casa dove si stava svolgendo la festa e l'ha portata in una zona isolata, dove l'ha violentata e uccisa colpendola alla testa con una pietra. Quindi è tornato alla festa di nozze.

Sempre mercoledì, nel villaggio di Sitalpur, nello stato di Etah, una bambina di 7 anni è stata portata via da una festa nuziale da un diciottenne che l'ha violentata e strangolata in una casa abbandonata in costruzione. L'adolescente è stato trovato ubriaco, proprio accanto al corpo della bambina.

Questi sono gli ultimi di una serie di episodi di stupro e omicidio di bambine minori in tutto il Paese, tra cui quella della bimba di otto anni nel distretto di Kathua, nel Kashmir indiano, che ha suscitato indignazione e critiche a livello nazionale al governo Bharatiya Janata Party del premier Narendra Modi.