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17 Stati fanno causa a Trump

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17 Stati fanno causa a Trump

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Sono 17 gli Stati americani che hanno fatto causa all'amministrazione Trump per la politica della 'tolleranza zero' che ha provocato la separazione di migliaia di famiglie di migranti. Nel ricorso si afferma che questa politica, che impone l'arresto e l'incriminazione di tutti gli adulti che entrano nel Paese senza documenti, viola i diritti costituzionali che garantiscono ai migranti una protezione equa e un giusto processo. La misura, prosegue il ricorso, viola anche le leggi Usa in materia di asilo.

Nel ricorso poi si chiede ai giudici di imporre al governo di riunire velocemente le famiglie divise. E si denuncia il fatto che gli agenti federali hanno tolto ai genitori bambini piccoli, compresi neonati, senza dare alcuna informazione riguardo al luogo in cui minori venivano mandati o i tempi e modalità per il ricongiungimento.

Intanto un giudice federale americano ha ordinato al governo di riunire le famiglie di migranti divise in base alle disposizioni attuate dall'amministrazione Trump. Il giudice della Corte distrettuale a San Diego, Dana Sabraw, ha emesso un'ingiunzione preliminare con cui dispone che tutti i bambini di età inferiore ai cinque anni vengano riuniti con i genitori entro 14 giorni e quelli più grandi entro trenta.
Nella sua decisione, il giudice parla di 'realtà sorprendente' in relazione alla mancanza totale di una pianificazione adeguata prima dell'avvio da parte dei funzionari di una politica di separazione dei bambini dai genitori tenuti in custodia o rinviati per procedimenti penale, una pratica che ha portato oltre 2.300 bambini ad essere separati dalle famiglie.

"Il governo tiene prontamente conto delle proprietà personali dei detenuti coinvolti in procedimenti penali o di immigrazione", scrive Sabraw nel suo ordine. "Denaro, documenti importanti e automobili, solo per citarne alcuni, vengono catalogati, archiviati e messi a disposizione al momento del rilascio a tutti i livelli, statale e federale per cittadini americani e stranieri". Ma, osserva ancora, "il governo non ha alcun sistema per tenere conto e provvedere ad un'efficace comunicazione con i figli degli stranieri. La verità è che in base al sistema attuale i figli dei migranti non vengono considerati con la stessa efficienza e accuratezza delle proprietà".

PENCE - E arriva anche il monito che il vice presidente americano, Mike Pence, ha lanciato ai migranti durante la sua visita in Brasile - e alla vigilia dell'incontro con i leader del cosiddetto Triangulo Norte del Centro America, Guatemala, El Salvador e Honduras (da dove proviene la maggior parte dei migranti che tentato di entrare dal confine con il Messico negli Stati Uniti): se non potete entrare legalmente negli Stati Uniti, non venite.

"Così come gli Stati Uniti rispettano le vostre frontiere e sovranità, chiedo che voi rispettiate le nostre, come ha detto il presidente Donald Trump senza frontiere non ci sono Paesi" ha detto Pence in una conferenza stampa con il presidente brasiliano Michel Temer. Rivolgendosi direttamente ai migranti centroamericani, Pence ha aggiunto di "desiderare che voi e vostri Paesi prosperino e fioriscano nell'America centrale".

"Non rischiate la vostra vita e quella dei vostri figli per entrare negli Stati Uniti: se non ci sono le condizioni per venire legalmente non venite", ha concluso. Nell'incontro in Guatemala si ritiene che verrà affrontato l'argomento delle migliaia di famiglie di migranti che sono state separate dalla politica di tolleranza zero adottata dall'amministrazione Trump.

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