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Salvi per un soffio, pompe rotte appena usciti dalla grotta

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Salvi per un soffio, pompe rotte appena usciti dalla grotta

(AFP)

Una questione di ore. Le pompe impiegate per asciugare la grotta di Tham Luang si sono rotte poco dopo il salvataggio dei 12 ragazzi e il loro allenatore, mettendo in pericolo i soccorritori che erano ancora al lavoro nei cunicoli. Lo riporta il 'Guardian', citando il racconto di tre sub australiani. Racconto che ancora una volta sottolinea i rischi dell'intera operazione, nella quale è morto nei giorni scorsi un sub thailandese.

Gli australiani si trovavano nella 'Sala Tre', una delle basi dei soccorritori, quando hanno sentito grida provenire dal fondo dei cunicoli e visto arrivare una serie di lucine dei caschi di chi si avviava di corsa verso l'uscita. "Gridavano perché le pompe principali si sono rotte e l'acqua ha cominciato a salire" ha detto uno degli australiani, sottolineando che il livello dell'acqua cresceva in maniera "notevole". In quel momento c'erano ancora un centinaio di persone nella grotta, uscite tutte il più rapidamente possibile, compresi i tre sub dei Navy Seal thailandesi e il medico che erano rimasti negli ultimi giorni assieme ai ragazzini intrappolati. Il lavoro delle pompe è stato essenziale per prosciugare gran parte del percorso seguito dai ragazzini per poter uscire all'aria aperta.

RAGAZZI SEDATI - Intanto, secondo quanto scrive la 'Bbc', citando fonti delle operazioni di soccorso, tra cui alcuni sub, i ragazzi tratti in salvo fuori dalla grotta sono stati fortemente sedati durante tutta l'operazione. Secondo l'emittente, la sedazione è stata decisa per evitare attacchi di panico lungo il complicato percorso. Ogni ragazzino era accompagnato da due soccorritori: durante il tragitto sott'acqua veniva legato ad uno dei due sub, mentre nei tratti a piedi veniva portato in barella. Il primo ministro thailandese aveva negato che fossero stati sedati, ammettendo soltanto che gli era stato somministrato un blando ansiolitico. Diverse fonti hanno però confermato alla 'Bbc' che i ragazzi erano semi-coscienti quando sono usciti fuori dalla grotta.

All'indomani della fine dell'operazione di salvataggio, il governatore della provincia thailandese di Chiang Rai, Narongsak Osottanakorn, ha spiegato ai giornalisti i motivi della scelta dei tempi. "Vi avevamo detto che il livello di ossigeno era solo al 15%" ha affermato, riferendosi alle condizioni della cavità dove avevano trovato rifugio i ragazzi. "Ma quello che non vi avevamo detto prima era che se il livello fosse sceso al 12%, il gruppo avrebbe subito uno choc finendo in coma - ha rimarcato - Un'altra ragione è che dovevamo tirarli fuori al più presto perché stava arrivando altra pioggia".

Intanto i medici dell'ospedale in cui sono stati ricoverati hanno reso noto che le condizioni mentali di tutti i ragazzi e del loro allenatore "sono molto buone, così come le loro condizioni di salute in generale. Non hanno febbre o infezioni gravi, solo tre di loro hanno infezioni polmonari di minore entità". I 12 ragazzi, di età compresa fra gli undici e i 16 anni, e il loro allenatore di 25 anni rimarranno in ospedale una settimana. Le autorità thailandesi hanno diffuso le prime immagini con alcuni membri del gruppo seduti nei letti, una mascherina sul volto e un camice da degenti. Uno di loro fa con le dita il segno della vittoria.

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