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Kim scrive a Trump

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Kim scrive a Trump

(Foto Fotogramma/Ipa)

"I nostri sforzi daranno frutti". E' un passaggio della lettera che il leader nordcoreano Kim Jong-un ha inviato a Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha pubblicato su Twitter una versione tradotta in inglese della missiva, datata 6 luglio.

"Un messaggio molto bello dal presidente nordcoreano Kim. Vengono fatti grandi progressi", scrive Trump nel tweet, a cui allega il testo della lettera. "Il primo significativo incontro con Sua Eccellenza e la dichiarazione congiunta che abbiamo firmato insieme a Singapore 24 giorni fa -scrive Kim- è stato senza dubbio l'inizio di un viaggio significativo. Apprezzo profondamente gli sforzi vigorosi e straordinari compiuti da Sua Eccellenza, signor Presidente, per il miglioramento dei rapporti tra i due paesi e per la fedele implementazione della dichiarazione congiunta". "Credo fermamente che la forte volontà, gli sforzi sinceri e l'approccio unico da parte mia e da parte di Sua Eccellenza, signor Presidente, finalizzati all'apertura di un nuovo futuro tra la Repubblica Popolare Democratica di Corea e gli Stati Uniti, sicuramente daranno frutti", prosegue Kim.

"Auspicando che l'immutata fiducia in Sua Eccellenza, signor presidente, verrà ulteriormente rafforzata nel futuro processo di adozione di azioni concrete, estendo la mia convinzione che l'epocale progresso nella promozione dei rapporti tra la Repubblica Popolare Democratica di Corea e gli Stati Uniti farà progredire il nostro prossimo incontro", conclude Kim.

La lettera, vista la data impressa, è stata con ogni probabilità consegnata al segretario di Stato americano, Mike Pompeo, che tra il 5 e il 7 luglio si è recato a Pyongyang senza essere ricevuto da Kim Jong-un. I colloqui tenuti con alti funzionari sono stati definiti "molto deludenti" da fonti del ministero degli Esteri nordcoreano, secondo cui il segretario di Stato si sarebbe limitato a illustrare la visione americana del processo di denuclearizzazione della penisola. Pompeo, lasciando la Corea del Nord, ha fatto riferimento a "progressi", evidenziando però che "c'è ancora molto lavoro da fare".

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