Rilasciata Ahed Tamimi

E' uscita di prigione Ahed Tamimi, l'adolescente palestinese diventata un simbolo della protesta dopo il video che la riprende mentre colpisce alcuni soldati israeliani. Ha scontato quasi otto mesi di prigione. Lascia la prigione anche sua madre Mariman.

Nel video del dicembre 2017 diventato rapidamente virale, l'allora sedicenne Tamimi aveva schiaffeggiato e preso a calci alcuni soldati nel vialetto di casa sua. Fu arrestata e con il patteggiamento ottenne una pena a maggio di otto mesi. Il rilascio in anticipo è stato giustificato con motivi amministrativi.

"Ho desiderato questo momento perché mi mancavano molto'' ha detto il padre di Tamimi, Bassem. La sua famiglia sta ora cercando di "continuare la vita normale" e ha interrotto le proteste settimanali contro l'occupazione a Nabi Saleh, dove gli scontri con i soldati israeliani sono comuni. Tuttavia, ha aggiunto, a volte "l'occupazione ti costringe a resistere perché non c'è altro modo".

La giovane era stata arrestata a dicembre lo scorso anno dopo che la madre l'aveva ripresa mentre urlava contro e spintonava due soldati israeliani sulla via d'accesso alla sua casa e il video era stato pubblicato sui social. Durante il processo aveva spiegato di aver aggredito uno dei due soldati perché lo aveva visto colpire al petto, con un proiettile di gomma, il cugino quindicenne Mohammed quello stesso giorno.

Israele aveva spiegato di aver messo soldati a presidiare la casa dei Tamimi perché da lì provenivano lanci di pietre e che le ferite alla testa di Mohammed erano state provocate da una caduta in bicicletta, secondo quanto avrebbe spiegato lo stesso ragazzino in una testimonianza il mese scorso.

"La nostra resistenza proseguirà, soprattutto la nostra resistenza per la parità dei diritti", ha dichiarato Ahed in una conferenza stampa nella località di Nabi Saleh, in Cisgiordania, dove ha fatto ritorno insieme alla madre dopo essere stata scarcerata.

"Il carcere è stato difficile e umiliante, ma siamo state in grado di trasformarlo in una lezione", ha aggiunto Ahed. "Spero che la campagna in mio sostegno proseguirà per tutti i minorenni in prigione", ha affermato. Il padre, Bassem Tamimi, ha sottolineato che la figlia "non ha commesso alcun errore" e anticipato un possibile incontro della famiglia con il presidente Mahmoud Abbas che ha espresso il suo sostegno ad Ahed definendola un "modello della lotta palestinese per la libertà, l'indipendenza e la statualità". "La resistenza non violenta che Ahed incarna si è dimostrata come arma cruciale e ideale per affrontare la repressione dell'occupazione israeliana", ha aggiunto.