Conte vede Trump

Sarà accolto alla Casa Bianca alle 12 (le 18 in Italia) il premier italiano Giuseppe Conte, volato a Washington per incontrare il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Una visita che giunge ad appena due mesi dall'insediamento del nuovo governo, dopo il primo incontro avvenuto nel G7 in Canada il 9 giugno. Nel faccia a faccia con il capo dell'amministrazione americana Conte, saranno affrontate le principali questioni che stanno a cuore all'Italia: Libia, ruolo italiano nel Mediterraneo anche sul fronte sicurezza e migranti, politica commerciale alla luce delle recenti tensioni legate al rischio di una 'guerra dei dazi' tra le due sponde dell'Atlantico.

Il tutto sull'onda del 'feeling' di simpatia creatosi tra i due: Conte ribadirà a Trump che considera l'invito, e la sua tempistica, un importante segno di attenzione e di amicizia degli Stati Uniti nei confronti dell’Italia e della sua persona. Il premier, secondo quanto trapela da fonti di palazzo Chigi, ricorderà che ci sono numerosi aspetti che accomunano il governo italiano e l'amministrazione Trump: "Sono tante le cose che ci uniscono", non da ultimo il segno del "cambiamento" che entrambi rappresentano, rispetto all'establishment, e rispetto ad un certo modo di dar voce ai propri cittadini e di rappresentarli.

Conte si presenta dunque nella capitale consapevole del ruolo di "facilitatore" che l'Italia può assumere nei rapporti - non semplici in questa fase - tra Usa ed Europa, e forte del ruolo di primaria importanza che l’amministrazione Trump riconosce all’Italia nel processo di stabilizzazione della Libia. E fra i tre dossier principali, due attengono direttamente o indirettamente proprio alla Libia.

L'Italia, infatti, conta sull'appoggio degli Usa per la Conferenza sulla Libia che si terrà nel nostro Paese, come annunciato dallo stesso Conte un mese fa al vertice Nato, e che può rappresentare un passaggio cruciale nel processo di messa a punto delle condizioni politiche, legali e di sicurezza indispensabili per lo svolgimento delle prossime elezioni politiche e presidenziali libiche.

Conte arriva a Washington anche con l'obiettivo di ottenere il sostegno di Trump a una "cabina di regia permanente" tra Usa e Italia per il Mediterraneo allargato in chiave di lotta al terrorismo, maggiore sicurezza, immigrazione e soprattutto Libia. Con questa cabina di regia, tramite l'opera dei ministeri degli Esteri e della Difesa, l’Italia assumerebbe un ruolo di punto di riferimento, in Europa, per la Libia e di interlocutore privilegiato con gli Usa.

L'idea è che Italia e Usa possano insieme farsi promotori e fautori della stabilizzazione del paese nord africano. C'è infine la questione degli scambi commerciali e della guerra dei dazi: l'obiettivo di Conte è anche quello di avere da Trump garanzie che gli interessi delle aziende italiane non vengano toccati, con particolare riferimento ai prodotti dell’agroalimentare. Per questo l’Italia si dichiara soddisfatta dell’accordo raggiunto tra Trump e Junker e ne auspica una rapida attuazione.