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Giustizia: passaggio consegne Cancellieri-Orlando, tra i due saluto cordiale

lunga chiacchierata su questioni aperte, neo ministro incontra capi uffici

POLITICA

Un saluto cordiale tra il guardasigilli uscente Annamaria Cancellieri e il neo ministro Andrea Orlando, nello studio che ospita la storica scrivania di Palmiro Togliatti. Poi una lunga chiacchierata sui principali temi che il nuovo inquilino di Via Arenula dovrà affrontare e sull'organizzazione del ministero. Infine l'incontro con i vertici ministeriali e i capi dei vari dipartimenti. Si è svolto così, nel pomeriggio, il passaggio di consegne al ministero della Giustizia, che, dopo una lunga pausa di ministri tecnici, prima Paola Severino poi Annamaria Cancellieri, torna a un politico, che di giustizia si è a lungo occupato da responsabile del settore nel Partito democratico.

Molti i dossier aperti che Orlando dovrà affrontare. La questione più urgente e spinosa è quella del sovraffollamento carcerario. Da pochi giorni è stato convertito in legge il decreto del governo Letta che, con la libertà anticipata speciale e il consolidamento del ricorso ai domiciliari per scontare la pena residua, consentirà una riduzione del numero dei detenuti presenti nelle carceri. Riduzione alla quale contribuirà anche la recente bocciatura, da parte della Consulta, della Legge Fini-Giovanardi sulle droghe. Ma non basterà, soprattutto in vista della scadenza di maggio, entro la quale l'Italia deve mettersi in regola per evitare la condanna della corte europea di Strasburgo. E il premier Matteo Renzi ha più volte espresso la sua contrarietà ad amnistia e indulto.

Sempre sul tema delle carceri, in Parlamento ci sono due ddl: quello sulla custodia cautelare, che restituisce la natura di extrema ratio alla carcerazione preventiva, rendendo piu' stringenti i presupposti e le motivazioni e ampliando al contrario le misure alternative, è stato approvato il 9 gennaio scorso la Camera ed è passato al vaglio del Senato. L'altro, sulla messa alla prova, approvato dalla Camera e dal Senato, è tornato in terza lettura a Montecitorio. (segue)

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