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M5S, caos e sospetto hackeraggio: Grillo blocca le mail dei parlamentari

POLITICA
M5S, caos e sospetto hackeraggio: Grillo blocca le mail dei parlamentari

Foto Infophoto

Assemblea di fuoco, ieri sera, dei deputati M5S. Ad accendere la miccia, le mail utilizzate dagli eletti pentastellati, configurate su telefonini e pc. Da qualche giorno il servizio mail 'parlamentari5stelle.it' è stato esternalizzato, ovvero affidato a una persona esterna al gruppo, mentre fino alla scorsa settimana era gestito internamente. Qualcosa, però, non deve aver funzionato: gli eletti si sono ritrovati una mail firmata dallo staff di Beppe Grillo che invitava deputati e senatori a non fare più uso della casella di posta in questione.

Non solo. Le mail nella posta dei parlamentari -un anno e mezzo di corrispondenza per una trentina di deputati che ne faceva abitualmente uso- sarebbero sparite. Così ieri in riunione qualcuno ha alzato la voce. Avanzando sospetti. "Hanno il controllo del server - borbotta un dissidente puntando il dito contro la Casaleggio associati - è chiaro che qui o c'è incompetenza o dolo".

Sulla questione, che non era all'ordine del giorno dell'assemblea ma che ha monopolizzato la discussione, ci sarebbe stato anche un voto dei presenti, probabilmente finalizzato ad avviare verifiche per capire cosa sia realmente accaduto. Domani, con ogni probabilità, se ne parlerà anche all'assemblea congiunta in programma alle 20.30.

Altra spina nel fianco dei grillini, raccontano alcuni parlamentari, l'esternalizzazione delle assunzioni dei collaboratori, ora affidate a una società esterna, la Praxi spa. "I membri M5S di ciascuna commissione - racconta un deputato - avevano a disposizione una graduatoria di nomi a cui attingere per le assunzioni nel legislativo, nomi selezionati in base ai curricula. Ora non è più così. C'è questa società esterna, la Praxi spa, che noi chiaramente paghiamo per un servizio che prima era nostro appanaggio".

Il cambio di rotta "è stato deciso dal consiglio direttivo, composto da capogruppo, presidente, tesoriere, due delegati d'Aula e segretario. Le spese sotto la soglia dei 10mila euro vengono decise da questo consiglio direttivo, senza alcun voto assembleare. Eppure di guai, a quanto pare, questo direttivo ne sta combinando parecchi".

"Il problema vero - spiega un parlamentare considerato un 'fedelissimo' - è che il gruppo non c'è più, si è sgretolato. E anche il cosiddetto cerchio magico", ovvero il drappello di eletti più vicini ai vertici del Movimento, "non è nelle condizioni di tenere le redini del gruppo perché c'è una mancanza di comunicazione coi vertici, e per vertici intendo sia Grillo che Casaleggio". Al Senato, intanto, qualcuno storce il naso per una mail del tesoriere, su richiesta di alcuni senatori, sulle spese del gruppo comunicazione. Al capo del team, Rocco Casalino, sono destinati 8.000 euro lordi al mese. Uno stipendio che alcuni eletti reputano eccessivo.

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