M5S: Toninelli, su espulsioni rispettate regole, mente chi dice contrario

"Il M5S rispetta le regole, mente o sbaglia chi dice il contrario. Sto parlando ovviamente della consultazione online andata in scena ieri, con cui il 70% dei votanti ha deciso che Artini e Pinna non potevano più essere portavoce del M5S". Lo mette in chiaro il deputato M5S Danilo Toninelli, analizzando su Fb le motivazioni di chi sostiene la violazione delle regole.

"Secondo loro - spiega - sarebbe stato violato il Codice di Comportamento sottoscritto dai candidati, poi eletti, alle politiche 2013. Secondo loro sarebbe stata obbligatoria la convocazione di un'assemblea del Gruppo parlamentare prima della votazione degli iscritti sul portale. Ahiloro sbagliano o mentono perché sapranno, e se non sanno non sono all'altezza del compito di portavoce, che il M5S ha un proprio Statuto depositato alla Camera dei deputati che recita: 'Costituiscono comunque cause di espulsione' alcune specifiche casistiche che andremo subito a vedere non prima di aver detto che questo 'comunque' significa: indipendentemente dal voto dell'Assemblea".

"Tra queste cause rientra la violazione degli impegni assunti col Codice di Comportamento in cui troviamo, al paragrafo 'Trasparenza', la rendicontazione sul sito del M5S e la restituzione 'allo Stato' del residuo dello stipendio e delle diarie non spese. Riassumendo - conclude Toninelli - non serviva la preventiva votazione dell'assemblea parlamentare".