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Crisi e antipolitica nell'ultimo messaggio di Napolitano, attesa per il discorso d'addio

POLITICA
Crisi e antipolitica nell'ultimo messaggio di Napolitano, attesa per il discorso d'addio

Occhi puntati al Colle dove stasera alle 20.30, a reti unificate, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano terrà il suo ultimo discorso di fine anno. C'è grande attesa per le parole del Capo dello Stato, che stasera si congederà dagli italiani in diretta tv. Un messaggio di fine anno e insieme di fine mandato, dunque, in cui il Presidente con ogni probabilità comunicherà al Paese le sue imminenti dimissioni, pur senza dare una data precisa agli italiani.

Quindici-venti minuti di discorso che saranno insieme un lascito, l'eredità del suo 'novennato'. E in cui il Presidente traccerà un bilancio, soffermandosi con ogni probabilità anche sui temi più caldi: la disoccupazione, le nuove povertà, la crisi, la questione morale, l'antieuropeismo e l'antipolitica che incalzano. Per il dopo Napolitano tutto pronto a Palazzo Giustiniani

Napolitano potrebbe attenersi a un messaggio di una ventina di minuti circa davanti alle telecamere posizionate nello studio alla Palazzina, dai contenuti fortemente legati all'attualità e alle prospettive di un Paese stretto fra crisi economica, sfiducia, ed esigenza vitale di riformare le istituzioni.

Proprio a questo, con la riforma della legge elettorale e la riforma istituzionale incardinate rispettivamente nei lavori d'aula di Senato e Camera per gennaio, Napolitano dovrebbe far riferimento. Il rinnovamento del sistema, per Napolitano, è una svolta fondamentale della politica italiana, quella per cui ha speso una vita e in vista del quale soltanto si risolse ad accettare la conferma 'a termine' sul Colle più alto.

E anche le altre riforme messe in cantiere dal governo e all'esame del Parlamento si prestano come sfondo per un discorso 'motivazionale' sulle potenzialità e le capacità del Paese di uscire dalle secche, superare l'angoscia della disoccupazione non solo giovanile e i ritardi di una macchina organizzativa pubblica che rallenta il cambiamento in chiave europea. Non mancheranno parole severe sui fenomeni degenerativi della cosa pubblica, a cominciare dagli scandali che hanno maggiormente turbato la comunità nazionale, a cominciare da quanto messo in luce con l'inchiesta su 'Mafia capitale'.

Vicende che rischiano di alimentare quel clima di anti-politica sui pericoli del quale dal Quirinale e in diverse occasioni pubbliche non ha mancato di mettere in guardia l'opinione pubblica. Il 'controcanto', tuttavia, si annuncia a suo modo pirotecnico, visto che Beppe Grillo ha preannunciato per la stessa ora, su 'La Cosa', un suo 'Controdiscorso', mentre la Lega, su Radio Padania, trasmetterà il saluto dell'allora Capo dello Stato Sandro Pertini per il Capodanno 1983, individuato dal partito guidato da Matteo Salvini come politico lungimirante. Che poi sia una risposta 'aperturista' del Carroccio alle indiscrezioni che attribuiscono al premier Matteo Renzi la speranza di individuare un "nuovo Pertini" sul quale coagulare una maggioranza amplissima è qualcosa che si potrà verificare solo dopo l'addio di Giorgio Napolitano.

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