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I record del Quirinale: a Pertini l'82,4% dei voti, 16 giorni per eleggere Leone

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I record del Quirinale: a Pertini l'82,4% dei voti, 16 giorni per eleggere Leone

E' stato fin qui Sandro Pertini, salito al Colle nel 1978, il presidente della Repubblica più votato dal Parlamento in seduta comune: per lui, al sedicesimo scrutinio, l'82,4% dei voti, 832 su 995 votanti. Giovanni Leone e Antonio Segni, invece, i presidenti che hanno fatto registrare la percentuale più bassa di preferenze da deputati, senatori e delegati regionali, rispettivamente con il 51,4 e il 51,9%, 518 voti su 996 per Leone e 443 su 842 per Segni.

Luigi Einaudi, il primo presidente della storia repubblicana, dopo il Capo dello Stato provvisorio Enrico De Nicola, ottenne 518 voti su 871 votanti, pari al 54,6%. Alta, invece, la percentuale per Giovanni Gronchi, nel 1955: il 78% (secondo solo a Pertini), pari a 658 voti su 833 votanti. Giuseppe Saragat, eletto al Quirinale nel 1964, ottenne 646 voti su 927, pari al 67%. Ben più consistente la percentuale che portò al Colle Francesco Cossiga nel 1985: il 74,3%, vale a dire 752 voti su 977 votanti.

Oscar Luigi Scalfaro, eletto nel 1992, ottenne 672 voti su 1002, pari al 66,2% delle preferenze espresse. Il suo successore Carlo Azeglio Ciampi, eletto come Cossiga al primo scrutinio, venne votato dal 71% dei votanti (990), con 707 preferenze. Infine, nel 2006, Giorgio Napolitano ha ottenuto dal Parlamento in seduta comune 543 voti su 990 votanti, pari al 54,3%.

Elezioni lampo - Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi diventarono presidenti della Repubblica in un solo giorno, mentre per eleggere Giovanni Leone ce ne sono voluti 16. Tra questi estremi è racchiusa la storia del timing per l'elezione della più alta carica dello Stato dell'Italia Repubblicana.

Il primo presidente della Repubblica eletto secondo i dettami della Costituzione (dopo il Capo dello Stato provvisorio Enrico De Nicola), Luigi Einaudi, fu eletto nel 1948 con quattro scrutini in due giorni, lo stesso tempo che il Parlamento in seduta comune impiegò, con lo stesso numero di scrutini, per l'elezione di Giovanni Gronchi nel 1955. Per eleggere Capo dello Stato, nel 1962, Antonio Segni, furono necessari nove scrutini nel corso di cinque giorni di votazioni. Quasi triplicati i tempi per l'elezione di Giuseppe Saragat, nel 1964: 21 scrutini in 13 giorni.

Con Giovanni Leone, salito al Colle nel 1971, è stato battuto ogni record: 23 scrutini che hanno impegnato il Parlamento in seduta comune per ben 16 giorni. Per Sandro Pertini, il presidente-partigiano, sono stati necessari 10 giorni di votazioni, per un totale di sedici scrutini. Nel 1985 Francesco Cossiga è stato eletto al primo scrutinio, stabilendo anche in questo caso un record. Poi, con Oscar Luigi Scalfaro, nel 1992, ci sono voluti 12 giorni e 16 scrutini. Nel 1999, Carlo Azeglio Ciampi eguaglia il record di Cossiga e viene eletto al primo scrutinio. Nel 2006, per eleggere Giorgio Napolitano al Quirinale servono appena 3 giorni e quattro scrutini. Per il bis di Napolitano si dovrà aspettare la sesta votazione, dopo tre giorni di lavori.

Voto alle donne. il 29 giugno 1978,al primo scrutinio del voto che porterà Sandro Pertini al Quirinale per la prima volta sulle schede compaiono i nomi di tre donne: Camilla Cederna, giornalista, in prima fila nella campagna di stampa culminata con le dimissioni di Giovanni Leone (4 voti), Eleonora Moro, moglie di Aldo, un mese prima dalle Br (3 voti) e Ines Boffardi, deputata democrisitiana (1 voto). Nel '92 boom di voti per Nilde Iotti, che durante il voto che portò Oscar Luigi Scalfaro sul colle, raccolse 256 preferenze.

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